ROMA – Il giorno giusto probabilmente non sarà oggi. Ma a Roma, Federcalcio e Associazione arbitri si incontreranno per mettere a terra il progetto che rivoluzionerà il mondo dei fischietti della serie A facendo entrare la categoria più discussa d’Italia nel mondo del professionismo.

Pronti 16 milioni per gli arbitri

Il progetto di riforma è pronto e da oggi ne parleranno la Federcalcio di Gravina e l’Aia, rappresentata dal vice presidente Massini (il presidente Zappi è inibito) e il designatore Rocchi. Il progetto è chiaro: creare una società partecipata al 100% dalla Figc che scelga e gestisca gli arbitri di serie A e serie B. Una società rappresentata da un cda di tre membri laici – ossia non tesserati, né arbitri né calciatori, né dirigenti – che nomini poi un direttore generale per la parte operativo e un organo tecnico per le designazioni degli arbitri. Budget annuale: 16 milioni di euro, aumentabili grazie a sponsorizzazioni e accordi commerciali. Questi soldi arriverebbero anche dalla Lega serie A e dalla Lega serie B. Ma la parte più interessante è che gli arbitri avrebbero finalmente un vero e proprio contratto di lavoro: prima un contratto da lavoratore autonomo, che dopo un numero prefissato di presenze, diventerebbe a tempo determinato. Garantendo quindi loro contributi e Tfr. Il progetto di selezione prevede comunque delle quote di promozione annuale dalla Can C, quindi dalla prima categoria di arbitri “esclusi” dalla riforma. Ma il principio di selezione non si baserebbe sulle graduatorie dell’Aia. L’Aia pensa allo sciopero Simbolico è che succeda dopo due weekend da incubo: prima il caso Bastoni-Kalulu a San Valentino, poi il gol annullato al Napoli e quello convalidato contro il Milan nell’ultimo fine settimana. Eppure, l’Associazione italiana arbitri è già sul piede di guerra. Se gli arbitri di serie A sono tutti molto favorevoli alla riforma, che cambierebbe in meglio il loro inquadramento sanando un vecchio problema, quello di essere gli unici non professionisti in campo, nei quadri dirigenziali dell’Associazione c’è già chi vuole lo strappo. Oggi il vice presidente Massini chiederà due cose: che l’organo tecnico – quindi il futuro designatore di serie A e B – sia nominato dall’Aia. E che gli arbitri possano esprimere uno dei tre membri del cda della futura società. Richieste che difficilmente incontreranno il parere favorevole della Federcalcio, che proprio per l’affrancamento dall’Aia e dai suoi vincoli ha pensato questa riforma. Ma gli arbitri, sul piede di guerra anche per la squalifica del loro presidente, sarebbero anche pronti a minacciare lo sciopero. Una soluzione che però rischierebbe di trasformarsi in un boomerang.