Firenze - L'Italia di Silvio Baldini è una parentesi di due partite, le amichevoli del 3 giugno in Lussemburgo e del 7 giugno a Creta con la Grecia. Lui lo sa benissimo e questa parentesi intende sfruttarla al massimo. Il presidente della Figc che il 22 giugno verrà eletto tra Malagò e Abete nominerà un nuovo commissario tecnico e Baldini riprenderà il suo ruolo di selezionatore dell'Under 21, con due obiettivi chiarissimi: la qualificazione alla fase finale dell'Europeo di categoria e soprattutto il ritorno dell'Italia del calcio alle Olimpiadi, che non frequenta addirittura dal 2008. Con totale onestà, ha puntualizzato di avere ben chiaro il proprio orizzonte: “Credo che per allenare una Nazionale con 4 titoli mondiali, 2 titoli europei e un titolo olimpico ci voglia un certo curriculum. Io non ce l’ho. So che oggi i tifosi italiani fanno il tifo per il cambiamento. Ma bisogna onorare un percorso. Io ho la possibilità di arrivare all’Europeo Under 21 e di vincerlo, di arrivare alle Olimpiadi e di vincerle. Allora sì che potrei pensare di fare il ct. Se lo pensassi ora, sarei uno che non crede nel merito. Io sono qui perché Gattuso e Buffon sono dimessi, altrimenti non sarei qui. A loro devo molto rispetto a loro, da loro ho sempre ricevuto affetto e stima. Quando vedo le squadre di club che mettono allenatori della Primavera in prima squadra, non capisco, è approfittare delle disgrazie altrui. Queste due partite devono essere di aiuto a chi verrà dopo”.
La crisi del calcio italiano
Per Baldini la spiegazione della crisi del calcio italiano è chiara: “Ognuno ha la sua, la mia è semplicissima. Il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano agli interessi loro e non alla crescita del movimento. L’ho sempre detto e non lo rinnego, mi diverto a chiamarli lestofanti. Tante volte hanno in mano i fili di questo gioco. Sarà un problema, finché non ci saranno dirigenti seri a capo della maggior parte delle squadre italiane”.
Le convocazioni: tra i big solo Donarumma si è fatto avanti
Il capitano Donnarumma è l'unico superstite, tra i veterani della squadra presenti in Bosnia nel fatale spareggio perso ai rigori dalla Nazionale di Rino Gattuso. Baldini chiarisce: “Ho convocato il mio gruppo e Donnarumma e Pio Esposito, perché io li vedo in funzione delle Olimpiadi. Donnarumma mi ha telefonato e non mi è parso vero. Per il resto il calcio italiano vuole un cambiamento. E più cambiamento di così! Sono convinto che i ragazzi non solo faranno bene, ma benissimo. Non capisco perché non dovremmo fatto bene alle Olimpiadi. Pio non l’ho mai allenato, qui ci sono anche dall’Under 21 Palestra e Pisilli, che erano già nella Nazionale maggiore”. Tra i big solo Donnarumma, conferma Baldini, lo ha contattato: “Ma agli altri non pensavo: l’eliminazione dal Mondiale è una ferita troppo grande. Anche se mi avessero chiamato, avrei circoscritto la convocazione dei a Donnarumma e Pio Esposito, perché il lavoro è in funzione delle Olimpiadi. Capisco anche che a volte è meglio a volte è meglio riposarsi, dopo una botta del genere”. Consiglio per il nuovo ct Baldini non fa il nome del suo preferito, tra i potenziali nuovi ct, con Conte e Mancini non citati ma sullo sfondo: “Ci vuole uno con un certo curriculum. Si sono fatti i nomi di Guardiola e Fabregas, che sono espressione del gioco, ma in Italia ne abbiamo di bravi, in grado di dare una certa impronta alla Nazionale. Io spero, per chi verrà il 22 giugno, di potere essere una risorsa e non un fastidio”. L’entusiasmo dei giovani I dati tattici sulla serie A rivelano la differenza di ritmo rispetto alla Premier League: “Il pallone viaggia più lentamente perché si rinuncia ai giovani, che portano entusiasmo e ritmo. I giocatori più anziani gestiscono le loro energie. Noi in Italia cerchiamo la densità in campo: se trovi un avversario modesto, ce la puoi fare, altrimenti rischi la brutta figura. L’esperienza te la fai giocando, se no il tuo valore rimane imprigionato e ingabbiato. Il problema è sempre stato il salto dalle nazionali giovanili, che vanno bene, alla Nazionale maggiore. Ma per fare il salto, devi giocare nei club. Se sul mercato prendi un trentanovenne e non un giovane, dov’è il vantaggio?” Baldini dalla seconda categoria alla serie A La gavetta il ct l’ha fatta tutta: “Mi riempie d’orgoglio questa maglia: non esistono amichevoli, c’è in palio l’onore, il fatto di sentirti italiano. Per me è un premio inaspettato. Il destino ha fatto combinare queste cose. Ho fiducia nel gruppo, che è molto unito. Questi ragazzi hanno il piacere di stare insieme: c’è socialità, non si isolano col telefonino, hanno il gusto dello scherzo. Alcuni mi hanno detto: firmerei a vita per una squadra che dia le emozioni dell’Under. Camarda da infortunato era venuto in Macedonia del nord, Mane il Dortmund non l’aveva mandato e lui invece avrebbe voluto. Con un materiale umano del genere, non si può sbagliare. Ai ragazzi ho detto di essere se stessi, di giocare con entusiasmo, di non lasciare perdere quest’occasione, di dimostrare che sono bravi e che sono una squadra. Se lo faranno, sono sicuro che vinceremo”. L’importanza di giocare all’estero Giovani italiani di seconda generazione e altri che giocano in campionati stranieri: questa Italia rappresenta il nuovo in tutti i sensi: “Chi gioca all’estero ha la possibilità di vivere un campionato e cultura diversi. Questi ragazzi sono accomunati dal fatto che li vedo ancora innamorati di quello che fanno, non ancora inquinati dal dio denaro. Io cerco di fare capire che il calcio è anche uno stile di vita”. Le regole di Baldini Non esiste margine di errore, per chi sgarra: “Non c’è la multa, ci sono le regole. Se uno non le rispetta, va a casa. Io non sono qui per fare il generale o il comandante, ma per fare capire che senza regole non c’è una squadra: alimentazione, palestra, recupero, capacità di rispettare il proprio corpo per esprimersi al meglio. Se li ho convocati, è perché sono convinto che senza pressione, con la testa sgombra, rimanendo liberi mentalmente, possano vincere. Se non succederà, l’importante è che dimostrino di averci provato fino in fondo. Ma sono convinto che vinceranno”. La risposta al ct della Grecia Ivan Jovanovic, ct della Grecia, ha storto il naso di fronte alle convocazioni di Baldini: teme il confronto con un‘Italia B: “Ognuno può dire tutto quello che crede. Mi sorprende solo che nel paese dove è nata la democrazia uno si preoccupi di queste cose”. Rischio ranking Fifa Il rischio aggiuntivo di queste due amichevoli, però, è la caduta nel ranking Fifa, già compromesso dalla mancata partecipazione al Mondiale: “Ci può essere questo rischio. Ma se io faccio una partita pensando che posso perderla, perdo entusiasmo e trasmetto questo sentimento al gruppo. Non serve a niente”. L’anarchia e la libertà Silvio Baldini è sempre stato etichettato come un anarchico del calcio, ma il concetto oggi può essere frainteso: “Io mi sento un uomo libero, l’anarchia non è più il concetto di una volta. In Nazionale porto ai giocatori la libertà di essere ciò che sono, di esprimere il loro talento. Ma nella fase del non possesso palla bisogna correre, aiutare il compagno, recuperare campo e per farlo bisogna allenarsi bene: voglio trasmettere il senso di responsabilità. Questi giocatori possono spostasi e avere una famiglia: perché dovremmo considerarli dei ragazzini?”.
