MILANO – I club di calcio che investiranno nei vivai e negli stadi potranno ottenere agevolazioni fiscali, a patto che rispettino le scadenze. È il punto di partenza del dialogo avviato tra serie A, governo, Inps, Agenzia delle Entrate e Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società di calcio. Il tavolo, che dovrà riconvocarsi nei prossimi mesi, non è arrivato a identificare gli strumenti con cui il pubblico potrebbe venire incontro all’industria del pallone, cronicamente in perdita. Nella stagione 2024-25 la serie A ha registrato una perdita complessiva di oltre 350 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, segno che, dopo il triennio del Covid, i club non si sono mai ripresi davvero dal punto di vista economico. Anzi, nell’ultimo triennio hanno perso oltre un miliardo. I conti migliori sono quelli di Atalanta, Inter e Lecce, mentre i deficit più pesanti riguardano Como, Parma, Juventus e Roma. Da qui la decisione del mondo del calcio di convocare nella sede milanese della Lega serie A Massimiliano Atelli, presidente della Commissione indipendente per il controllo sui bilanci dei club, Gabriele Fava, presidente dell’Inps, e Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate. La posizione del governo Ma l’intervento più atteso era quello di Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, che ha espresso la volontà del governo di valutare positivamente gli investimenti in asset strategici come gli stadi — anche in vista dell’Europeo del 2032 organizzato con la Turchia — e i vivai, da cui dipende il futuro del movimento calcistico e delle nazionali. Il quadro sarà quello della “cooperative compliance”: un dialogo preventivo fra club e Fisco su scadenze e adempimenti, per evitare irregolarità e contenziosi. In attesa di conoscere gli strumenti premiali che il governo intende mettere in campo a beneficio dei club virtuosi, il presidente della Lega serie A, Ezio Simonelli, commenta: «Questa giornata di confronto su temi economici rappresenta un passaggio molto importante. Servono regole e strumenti che possano accompagnare lo sviluppo del calcio italiano nei prossimi anni».
