UDINE – Boga è un'idea che alla Juventus è venuta all'ultimo, in fondo a quel gennaio pieno di colpi mancati, di attaccanti rincorsi e mai raggiunti e di tanti nomi selezionati perché facessero "il vice Yildiz", cioè ricoprissero un ruolo nella rosa piuttosto marginale, giusto per dare fiato di quando in quando al giovane e intoccabile turco. "Voglio uno che non gli metta pressione" disse Spalletti, precisando che tutto quello che gli serviva era una riserva conclamata, anche solo di passaggio.
Boga il migliore acquisto dell'era Comolli
E invece in meno di due mesi Boga è diventato il miglior acquisto dell'era Comolli: gli altri o sono già stati rinnegati o languono in panchina (David, Openda, Zhegrova), loro sì ormai riserve conclamate. Il franco-ivoriano ex Sassuolo è invece l'uomo che più di tutti sta contribuendo alla risalita della Juventus verso il quarto posto: a Udine ha segnato il terzo gol di fila e a Yildiz non sta mettendo pressione, ma facendo compagnia. Quei due, assieme, hanno già destrutturato qualche difesa.
Spalletti e la riscoperta di Boga
Spalletti racconta come si è arrivati a Boga: "Sono stati bravi i direttori, sono loro che hanno tirato fuori quel nome. Il problema era rimetterlo in condizione dopo che per mesi si era allenato da solo, e per farlo c'era poco tempo. Ma lui è uno muscolarmente nervoso, veloce, gli sono bastati pochi allenamenti per tornare in forma, e questo evidenzia la sua professionalità, perché anche se era fuori squadra ha lavorato bene. E adesso sta dimostrando di essere bravissimo pure da prima punta".
Ascesa e discesa di Boga
Boga era un talento sparito, fino a un mese e mezzo fa. Cresciuto nel Chelsea, che lo ha portato da Marsiglia, dove è nato, a Londra quando aveva appena 12 anni, in Inghilterra non ha mai sfondato (appena una presenza in Premier e in mezzo due prestiti senza sugo a Rennes e Granada) e per avere un posto da titolare è dovuto scendere in Championship, al Birmingham. È lì che, con una grande intuizione, lo scovò il Sassuolo nel 2018, pagandolo appena 4 milioni: nel giro di un paio di stagioni (la migliore fu il 19/20) i suoi dribbling e la sua velocità incantarono mezza Italia e nel gennaio del 2022 l'Atalanta lo scelse per chiedergli un salto di qualità e conquistare un posto in Champions. Andò malissimo, la Dea da quarta finì ottava e i 22 milioni spesi per Boga si trasformarono in un'esagerazione. Era cominciata la svalutazione economica e tecnica dell'ala Jérémie, che un anno e mezzo più tardi passò al Nizza, dove si è perso tra pochi alti e molti bassi. E anche con la Costa d'Avorio non è che abbia fatto granché.
Boga e le minacce degli ultrà del Nizza
Ma perché a Nizza Boga è sparito? Perché da fine novembre è finito fuori rosa? In realtà è stato lui a darsi malato dopo un faccia a faccia quasi violento con gli ultrà nizzardi, che oltre a rimproverargli lo scarso rendimento lo hanno attaccato per le frequentazioni del giocatore con tifosi del Marsiglia. Lui è nato là, è cresciuto là, è normale che tifi Olympique e che molti dei suoi amici lo facciano, ma non lo è per la curva del Nizza, che lo ha preso di mira brutalmente. E lui, spaventato dalle minacce, si è fatto da parte, ottenendo di essere messo fuori rosa ed esonerato dagli allenamenti.
La Juve riscatterà Boga per 4,8 milioni
È in quella sorta di dimenticatoio che la Juve lo ha ripescato, imbastendo un'operazione tecnicamente ed economicamente perfetta: ha preso in prestito gratuito un giocatore già esperto di serie A, adatto al ruolo che avrebbe dovuto ricoprire (un rincalzo che giocasse spezzoni di partita) e dai costi molto bassi. I bianconeri non saranno obbligati a riscattarlo, ma il prezzo per farlo è comunque più che accessibile, 4,8 milioni. Infatti il diritto verrà esercitato e nel frattempo Spalletti potrà godersi un tridentello di dribblatori cui le nostre difese non sono più abituate, visto che in Italia non dribbla ormai quasi più nessuno. Boga: "Spalletti mi dà fiducia e libertà" Boga, da parte sua, sta vivendo il momento quasi con incredulità. "Ringrazio Dio ogni mattina per quello che mi sta succedendo", dice. "Gli ultimi mesi a Nizza sono stati molto duri, ma quello ormai è il passato e li ho superati perché vicino avevo la mia famiglia". Qui, invece, a stargli vicino è Spalletti: "Mi dà fiducia e libertà fin dal primo giorno". E a fargli compagnia c'è Yildiz: "Giocare insieme a lui è una gioia". Ma anche viceversa.
