Dal nostro sofà degli eliminati, in attesa di passare l’estate su quello dei mai qualificati, lo spettacolo della Champions sembra un mondo lontanissimo, specie se il piatto forte di questi quarti di finale è il grande classico del calcio internazionale, la partita più ricorrente nella storia delle coppe: la sfida numero 29 tra Real e Bayern l’hanno vinta i tedeschi che avrebbero potuto stravincerla, se soltanto avessero saputo sfruttare meglio la superiorità globale (tecnica, tattica, fisica, caratteriale) della prima ora di gioco, finita con un paio di gol di vantaggio, ovviamente di pregevole fattura (Luis Diaz sul finire del primo tempo, Kane all’inizio del secondo). Mbappé e Neuer, fuoriclasse a confronto Il Madrid ha però un orgoglio indistruttibile e uno dei tre giocatori più forti del mondo, Mbappé, le cui vampate hanno dato calore alla partita smunta di molti suoi compagni e alimentato un’ultima mezzora di speranze. Per due volte il quarantenne Neuer si è opposto con parate formidabili alle conclusioni taglienti del francese, ma alla terza si è arreso anche se stava per prendere pure quella. La palla però è entrata, di un niente ma è entrata. Finita la lunga astinenza del Bayern Il Bayern si è confermato la squadra più forte della stagione, vincendo la trentottesima delle 45 partite giocate fin qui. I gol segnati sono diventati 148, 49 dei quali di Kane, che pure era in condizioni fisiche imperfette per un problema alla caviglia. Olise è arrivato a 29 assist. Il Bayern non batteva il Real da 14 anni (da allora, sette sconfitte e due pari) e non vinceva al Bernabeu da 25. L’Arsenal batte lo Sporting al 91’ Nell’altra gara, l’Arsenal ha battuto lo Sporting con un gol di Havertz nel primo minuto di recupero (di ottima qualità sia l’assist di Martinelli sia lo stop di destro del tedesco prima della conclusione di sinistro), anche se la formazione portoghese, teorico vaso di coccio tra gli squadroni di ferro di questi quarti di finale, avrebbe meritato almeno il pareggio, con il suo calcio a ritmo variabile, lento e poi improvvisamente fiammeggiante. Araujo ha colpito una traversa clamorosa nel primo tempo, cui ha risposto Madueke direttamente da corner, ma l’Arsenal si è reso pericoloso quasi esclusivamente con le sue micidiali palle da fermo, che qualunque difesa fatica a contrastare. Oggi Barça-Atletico e Psg-Liverpool Sufficiente la prestazione di Calafiori, in campo 90’, uno dei tre italiani che ancora ci restano in questa Champions: stasera toccherà al secondo, Ruggeri, destinato alla marcatura di Lamine Yamal nel derby spagnolo tra Barcellona e Atletico Madrid, mentre l’enigmatico Chiesa guarderà dalla panchina la prima puntata della sfida tra Psg e Liverpool. Quella italiana è una delle nazionalità meno rappresentate a questo punto della Champions, tra quelle più importanti: oltre a spagnoli (32), francesi (21), portoghesi (16), tedeschi e inglesi (13), sono più numerosi pure i contingenti uruguayano, argentino, brasiliano e olandese. Anche i georgiani sono tre come noi.