ISTANBUL – E se i play-off fossero il limite oltre il quale le nostre non sapessero né potessero andare? La prima giornata degli spareggi è stata catastrofica, con le pesanti e non facilmente rimediabili sconfitte della Juventus in Turchia e dell’Atalanta in Germania, mostrando un’imbarazzante condizione di inferiorità. Il Napoli si era già arreso nella prima fase e la situazione di oggi ricorda quella di un anno fa, quando le italiane erano cinque: il Bologna uscì subito, Juventus, Milan e Atalanta ai play-off. Resistette solamente l’Inter – che stasera gioca l’amdata a Bodo -, fino alla tragica finale di Monaco. Stavolta gli avversari di Juventus (Galatasaray invece di Psv) e Atalanta (Borussia invece di Club Bruges) erano più ostici, ma è possibile che le nostre non siano più competitive a quel livello? Di questo passo, avere di nuovo una quinta squadra in Champions resterà una chimera.Juve, la neve di Istanbul e un febbraio disastrosoIstanbul si è svegliata sotto la neve come 13 anni fa, quando il Galatasaray di Roberto Mancini eliminò la Juve di Antonio Conte già ai gironi. Solo che stavolta in campo ha grandinato e per i bianconeri sarà difficile riprendersi da un trauma del genere e, in assoluto, da un mese di febbraio che si sta rivelando disastroso: è già sfumato il primo trofeo (la Coppa Italia), il secondo è a forte rischio (la Champions) e il terzo è in bilico, perché nel frattempo la Juve non è più tra le prime quattro in serie A. Si sapeva che sarebbe stato un mese decisivo, anche perché in campionato stanno per arrivare i confronti diretti con Como e Roma, che, vista la situazione, non promettono niente di nuovo.Fragilità difensiva e riserve inadeguateAi bianconeri è andato quasi tutto storto: la sconfitta con l’Inter e il pareggio con la Lazio sono stati immeritati, oltre che condizionati dalle decisioni arbitrali, ma ci sono cose che preoccupano assai di più, a cominciare dall’improvvisa fragilità difensiva (nelle cinque gare di febbraio i gol incassati sono stati 14). Ma è soprattutto il modestissimo contributo delle alternative ai titolari ad aver messo in crisi Spalletti, che nel mese in cui avrebbe avuto bisogno di sfruttare al massimo la rosa allargata si è trovato nell’imbarazzo di non poter scegliere.Gatti e Cabal non si sono dimostrati all’altezza, Koopmeiners e Miretti viaggiano a corrente alternata, Adzic è finito nel dimenticatoio, Openda è buono solo per giocare qualche minuto della disperazione nei finali di partita, Zhegrova spesso neanche quello, Holm si è infortunato subito. L’unico affidabile sembra Kostic. C’è stato qualche lampo interessante di Boga, ma sono appunto soltanto lampi.Emergenza totale: Bremer e Holm koSu queste basi diventa difficile valutare cosa possa fare Spalletti quando dice che “bisogna prendere in considerazione l’idea di fare dei cambiamenti”. Le scelte sono risicatissime e lo saranno ancora di più nelle prossime partite perché, in attesa di notizie precise sull’infortunio di Bremer, sabato contro il Como mancheranno tutti i terzini destri, Kalulu e Holm, e mercoledì contro il Galatasaray quelli sinistri, Cambiaso e Cabal. Il ripristino della difesa a tre, con l’arretramento di Koopmeiners al fianco di Gatti e Kelly, sarà obbligatorio. Con il Como sulle fasce vedremo Cambiaso e Kostic (o Cabal), in Champions toccherà al serbo da una parte e a Kalulu (o McKennie, se il francese farà il difensore puro) dall’altra. Bisogna poi vedere cosa ne sarà di David, fermo per un’infiammazione nella zona dell’inguine: sembra recuperabile ma non è al top. E di alternative, come si è visto, non ce ne sono. Vlahovic rientrerà fra un mese, quando potrebbe ormai essere troppo tardi. A Istanbul nevica, ma sulla Juve grandina.
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Champions, play-off disastro. Il crollo Juve, la resa dell’Atalanta, un segnale preoccupante
Emanuele Gamba·

La prima giornata degli spareggi è stata catastrofica e ha mostrato un’imbarazzante condizione di inferiorità delle squadra italiane