Che non sia stata un’improvvisata ma una specie di sfilata nera voluta, e pianificata, lo si capisce dalla sequenza delle immagini catturate da un telefonino: appena scesi dal treno arrivato da Verona, gli ultrà dell’Hellas si sono raccolti in corteo e, camminando dalle banchine della stazione verso l’uscita, hanno subito intonato i cori provocatori. “Ce ne freghiamo della galera camicia nera trionferà, se non trionfa sarà un macello, col manganello e le bombe a man”. E poi “duce, duce!”. Le braccia tese nel saluto nazifascista. Lo sfregio alla memoria civile di Bologna – con i cori degli ultrà dell’Hellas Verona che riecheggiano all’interno della stazione ferroviaria teatro della strage neofascista del 2 agosto 1980 (85 morti e 200 feriti) – è andato in scena domenica scorsa. Giunti in città in qualche centinaia per seguire la loro squadra nella sfida (vinta) contro il Bologna allo stadio Dall’Ara, i supporter di Hellas Army – il gruppo leader della curva sud del Verona – hanno approfittato dell’occasione per lasciare una traccia oscena del loro passaggio in un luogo simbolo dell’eversione e dello stragismo nero negli anni di piombo. E immediata arriva la protesta dell’associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto. “Comportamento ignorante o consapevole? – interviene il presidente Paolo Lambertini – La prima ipotesi è generosa. La seconda presuppone violenza: verbale e simbolica. Implica esaltazione della sopraffazione. Parla di “tifo” per uno “sport” che certamente non si chiama calcio, che celebra ed esalta sé stesso proprio lì, in stazione a Bologna, dove sono state assassinate 85 persone. Tra queste anche un ragazzo di Verona di vent’anni. Si chiama fascismo, o nazismo. Un atto certamente programmato. Non è uno spettacolo, ed è disgustoso. Oltre che pericoloso sottovalutarlo”. Quella stazione di Bologna già finita al centro delle polemiche e dello scontro politico quando – era il 9 novembre 2024 – altri neofascisti – in quel caso era un corteo “politico” organizzato da CasaPound, Rete dei Patrioti e Veneto Fronte Skinheads – passò vicino alla stazione nonostante le richieste del sindaco Matteo Lepore di evitare la zona per rispetto alla memoria delle vittime della strage (seguirono scontri tra collettivi antifascisti e forze dell’ordine). Un anno e tre mesi dopo, ci risiamo. E questa volta anche peggio. “Rossi di merda, voi siete rossi di merda”. E’ stato il primo coro intonato dagli ultrà veronesi, storicamente di estrema destra, appena sbarcati dal treno. Poi il “me ne frego” – vecchio brano del 1936 riattualizzato dalla destra neofascista negli anni ’70 – con quel “duce duce” a chiudere le strofe che inneggiano alla camicia nera. E ancora: “Dai Verona dai Verona, sigh heil!”. Il “sieg heil”, ovvero l’ “inno alla vittoria” del partito nazionalsocialista tedesco di Adolf Hitler. Il tutto è durato qualche minuto ed è avvento sotto lo sguardo di decine di agenti di polizia schierati in assetto antisommossa a formare un cordone di sicurezza. E anche sotto lo sguardo attonito e incredulo di decine di passeggeri. Fermi in attesa che il passaggio degli ultrà dell’Hellas terminasse. Un caso che è arrivato anche a Palazzo d’Accursio, portato in consiglio comunale da Detjon Begaj di Coalizione civica che ha denunciato “l’oltraggio alla memoria della città”. La tifoseria nera veronese Vecchia storia quella delle frange più estreme della tifoseria nera veronese. Legati da sempre a gruppi e formazioni neofasciste – CasaPound, Forza Nuova, Veneto Fronte Skinheads, Fortezza Europa – gli ultrà dell’Hellas fanno parlare di sé fin dagli anni ’80-’90 per cori e striscioni razzisti e inneggianti al fascismo e al nazismo. Tra i tanti casi va ricordata la festa della Curva Sud gialloblù – i colori dell’Hellas – del 2017: allo stadio Bentegodi vengono intonati cori dedicati a Hitler e Rudolf Hess sui quali fu aperta un’indagine. A lanciarli dal palco fu Luca Castellini, capo ultrà pluridaspato e vicesegretario nazionale di Forza Nuova condannato a 8 anni e due mesi per l’assalto alla sede nazionale della Cgil del 9 ottobre 2021 a Roma. Gli ultrà definirono quei cori una “goliardata”. Così come “goliardico” sarebbe – a loro detta – uno dei cori iconici della curva sud, “Siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica, che bello è allena Rudolf Hess”.
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Cori al Duce e saluto nazifascista: la sfilata nera degli ultrà dell’Hellas alla stazione di Bologna
Paolo Berizzi·

E’ accaduto domenica, al loro arrivo per la partita, sotto gli sguardi attoniti dei passeggeri. Il video gira nei social. Lambertini, presidente dei famigliari delle vittime del 2 agosto: "Disgustoso. Oltre che pericoloso sottovalutarlo”