I calciatori ci mettono la faccia e i videogiochi ci guadagnano. Ogni anno i diritti d’immagine dei giocatori finiscono nel giro miliardario di Ea Sports Fc (il vecchio Fifa), eFootball (il vecchio Pes) e Football manager, senza che i diretti interessati abbiano mai ricevuto un centesimo in cambio. È questo l’allarme lanciato da Assocapp, la neonata associazione di calciatori, allenatori e preparatori capitanata da Beppe Dossena.
Un "meccanismo diabolico”
A far luce sulla questione è il direttore generale Andrea Ferrato, che parla di “meccanismo diabolico” alla base della vendita dei diritti d’immagine dei calciatori delle leghe italiane. Questi finiscono tra le mani di colossi mondiali dei videogame come l’americana Electronic Arts, la casa madre dell’ex Fifa che nel 2025 ha generato ricavi per circa 7 miliardi di dollari. Nel settembre dello stesso anno l’Ea è stata comprata per 55 miliardi da un consorzio privato che include i fondi di investimento a vocazione hi-tech Silver Lake, il Saudi Arabia Public Investment Fund (Pif) e l’Affinity Partners di Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump. La cessione dei diritti all’Aic Kushner, socio minoritario della cordata, ha svolto un ruolo chiave nell’acquisizione, facendo da intermediario tra i sauditi (soci di maggioranza assoluta con oltre il 90 per cento delle quote) e gli altri investitori. Ma come ci finiscono i diritti d’immagine di Filippo Bandinelli, calciatore dello Spezia in Serie B, tra le mani dei magnati dell’industria videoludica? Il meccanismo è “poco trasparente”, spiega Ferrato. Le uniche certezze sono all’inizio e alla fine di questa catena. Alla base c’è l’Aic (Associazione italiana calciatori), che possiede in automatico i diritti d’immagine dell’atleta, dal volto agli altri dati biometrici. “L’iscrizione all’Aic – si legge all’articolo 26 dello statuto – comporta l’automatica concessione a quest’ultima dei diritti”. Al vertice di questo percorso c’è Ea Sports Fc, che fruisce dei volti dei giocatori. Il ruolo del sindacato globale dei calciatori Ma questi diritti da dove vengono acquistati? “L’utilizzo di alcuni nomi e aspetti dei giocatori avviene su base collettiva ed è autorizzato da Fifpro commercial enterprises bv”, si legge – per qualche secondo – mentre aspettiamo che il videogioco completi il suo caricamento. Si tratta di una srl olandese, braccio commerciale di Fifpro. Nel mezzo del cammino dei diritti c’è quindi il sindacato globale per calciatori professionisti. Resta però da chiarire il come (a chi si rivolge Fifpro per ottenere le licenze?) e il quanto (a che prezzo?). Sulla questione Assocapp vuole fare chiarezza, visto che già diversi giocatori hanno sollevato le loro perplessità. Tra questi la leggenda del Milan Franco Baresi, che neanche sapeva di essere finito tra le prestigiose carte “icon” (quelle che celebrano i campioni del passato) di Ea Sports Fc senza ricevere nulla in cambio.
