“Voglio ringraziare tutti per la vicinanza e la solidarietà ricevuta in queste ore, abbiamo avuto paura ma io e la mia famiglia stiamo bene e questa è la cosa più importante. Grazie a tutti”. Così Neil El Aynaoui a Repubblica dopo la rapina subita nella notte tra lunedì e martedì quando un gruppo di ladri è entrato nell’appartamento del centrocampista giallorosso e lo ha derubato di soldi e gioielli. Il centrocampista marocchino, sbarcato a Trigoria nel luglio scorso, ha vissuto un grande spavento. Perché quando sono entrati i rapinatori, El Aynaoui era in casa, nel sua villa all’Infernetto, insieme ad altri quattro famigliari. I ladri, una banda composta da sei persone, sono entrati in casa tagliando una grata dell’inferriata del salotto, poi usando uno strumento particolare hanno praticato un piccolo foro all’altezza della serratura della porta finestra, annullando la funzione della maniglia e sono entrati in casa. Erano armati: i volti coperti dal passamontagna, le pistole in pugno. In casa c’era tutta la famiglia del calciatore. I banditi non sono stati violenti né aggressivi. Ma hanno radunato tutta la famiglia, El Aynaoui con la sua compagna, la madre, suo fratello con la rispettiva fidanzata e li hanno chiusi in una stanza. "Mi hanno puntato la pistola alla gola", ha dichiarato al Tg1 la madre del calciatore marocchino. Poi hanno avuto tutto il tempo di frugare nelle stanze, trovando e rubando gioielli del valore di circa 10 mila euro, un Rolex e delle borse griffate. Sul posto sono arrivati subito gli investigatori della sezione antirapina della squadra Mobile, coordinati da Roberto Giuseppe Pititto, che adesso danno la caccia ai banditi. Gli agenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, perché all’esterno della villa del calciatore c’è una telecamera che avrebbe potuto riprendere l’ingresso dei rapinatori, ma è stata alzata e neutralizzata. Gli investigatori della polizia scientifica hanno cercato le impronte digitali passando il luminol sulle maniglie delle porte, su tutte le altre superfici della casa che sono state toccate dai rapinatori, ma hanno usato i guanti. Anche per questo, secondo chi indaga si tratta di una banda specializzata, composta da professionisti dei furti in appartamento, forse originari dell’Est Europa. Probabilmente i rapinatori sapevano già che El Aynaoui era in casa, certamente sono andati a colpo sicuro, ma il bottino è stato magro, perché il centrocampista è in procinto di trasferirsi e i rapinatori hanno trovato solo pochi gioielli: il valore della refurtiva supera di poco i 10mila euro. Oggi pomeriggio El Aynaoui sarà ascoltato di nuovo dagli investigatori, potrà quantificare con precisione l’ammontare del bottino e descrivere con quanta più precisione possibile i componenti della banda, per facilitare le indagini.