Ho sentito parlare di commissariamento per movimentare provvedimenti di legge che potrebbero fare autonomamente" attacca l’ormai ex numero uno della Figc Gabriele Gravina, al termine di una giornata in cui si alza sempre di più il conflitto tra sport e politica. Tra il Coni e il governo rappresentato da Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Pronto a riconoscere "la prerogativa del Coni in materia di commissariamento", ma deciso nel sostenere la linea della discontinuità totale: "È auspicabile un radicale cambiamento della Federcalcio". Qualcosa che secondo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio non può avvenire attraverso il commissariamento: "A oggi non ci sono i presupposti".

Cairo: “Con Buonfiglio siamo in buone mani”

Tra dichiarazioni e bozze di legge prosegue quel che assomiglia a un tentativo del governo di mettere le mani sul calcio. Dopo l’eliminazione dal terzo Mondiale consecutivo, dopo lo scandalo arbitrale. Senza trascurare la crescita di consenso di Giovanni Malagò, non amato dal governo, come possibile presidente della Federcalcio seguendo l’iter tradizionale che porta alle elezioni del 22 giugno ("Ci affidiamo al presidente del Coni Buonfiglio, siamo in buone mani" assicura il presidente di un club, Urbano Cairo del Torino). Gravina: “No alla politica, tanti volevano coinvolgermi” In questo quadro complesso, ospite di della trasmissione Otto e Mezzo di Lilli Gruber su La7, Gabriele Gravina oppone una serie di no a quel che sta succedendo nel mondo del calcio. No all’ipotesi di ripescaggio dell’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali: "Idea fantasiosa e vergognosa". No all’appoggio di un candidato tra Malagò e Abete, "ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno". No agli eccessi del caso arbitri, "dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango su un uomo, una vita, una famiglia". No alla politica, "in tanti hanno provato a coinvolgermi, sono moderato di centro con tendenza a sinistra, ma niente candidature". No, "assolutamente", al commissariamento della Figc "contrario all’autonomia dello sport e ai principi di Cio, Uefa e Fifa". Gravina: “Le leggi possono farle senza commissario” L’ex n. 1 getta poi un’ombra sulla condotta di un suo avversario storico, il presidente della Lazio Claudio Lotito, e in generale della maggioranza: "Lunedì ho letto al consiglio federale la bozza zero della legge che il senatore Paolo Marcheschi (FdI) ha presentato alla settima commissione del Senato: mi sono sentito orgoglioso, perché tutte le proposte che avrei presentato alla Camera erano state riprese pari pari. Il commissariamento dovrebbe movimentare provvedimenti di legge che loro potrebbero fare autonomamente. Capisco il politico di turno che vuole rivolgersi a una platea molto ampia, ma è normale che in commissione cultura partecipi il presidente della Lazio che parla di disastro del calcio quando è stato vent’anni con me in consiglio federale?".