Ciro Ferrara, secondo lei il rapporto tra Conte e il Napoli si è esaurito? «La mia idea è che lui abbia già parlato con De Laurentiis, che proverà a soddisfarlo. E mi auguro per lui e per la squadra che resti. Avrà i suoi difetti, ma Antonio se non arriva primo, arriva secondo. In questa settimana se lo conosco darà tutto, com’è nel suo carattere, per non finire terzo: non vorrei essere nei panni dei suoi calciatori». È vero che Conte logora? «No, non credo. Sicuramente chiede tutto, ma porta risultati. Tantissimi suoi ex calciatori ne parlano benissimo. A livello caratteriale serve a ogni squadra e tanto più a un ambiente come Napoli. Ma dovranno affrontare alcuni argomenti: gli infortuni, la performance in Europa, comune però a tutte le italiane. I rapporti tra Conte e il presidente in ogni caso sono molto buoni». Ormai neanche vincere basta per garantirsi una stabilità. «Sarebbe bello se le società a inizio stagione dichiarassero l’obiettivo. Ormai lo scudetto non è il primo pensiero per nessuno, è una cosa in più, l’obiettivo è la Champions. Ma se poi la capolista allunga, fatalmente arriva la delusione, il malumore. E vincere senza giocare bene non basta. Con più chiarezza da parte dei club, gli allenatori avrebbero meno pressione addosso. Purtroppo ogni anno assistiamo a un grande giro di cambi in panchina. E lo stesso sta succedendo con ds e dirigenti, penso alla Roma e al Milan. Nessuno è al sicuro nel calcio italiano». Infatti già si parla più di allenatori che di mercato giocatori: sono le uniche star che ci possiamo permettere? «Beh, non che gli allenatori costino poco. Anzi, quelli bravi sono carissimi. Sono una parte importante del nostro sistema, ma la differenza la fa la qualità dei calciatori. Da noi i campioni arrivano quarantenni. E Calafiori e Tonali vanno in Inghilterra». Chi vedrebbe bene come prossimo ct? «Non è facile, bisogna capire chi realmente intende calarsi in una nuova realtà. Con tutto il rispetto, non andrei su uno straniero. Ne abbiamo di bravi: Sarri, Allegri, Ranieri. E Ancelotti, ma ha fatto un’altra scelta. Io tiferò Argentina, per Diego, ma il Brasile mi farà una simpatia speciale». Conte non sarebbe il ct ideale? «Sarà sicuramente valutato per la panchina della Nazionale, in azzurro ha già lavorato, e benissimo. Ma io — è una mia idea — continuo a vederlo sulla panchina del Napoli». Che succede a Spalletti? Un mese fa sembrava il comandante in capo, ora è in discussione. «Quella dell’allenatore è una vita d’inferno, il giudizio cambia di partita in partita e vale per tutti, non ci si salva. Servono i risultati, sempre, soprattutto in certe piazze. Secondo me, comunque, Luciano sarà confermato». È la figura adatta per la Juve? «Assolutamente sì. Sarebbe una sciocchezza cambiarlo. Ha recuperato punti. Non basta una partita storta per giudicarlo. In campo poi vanno i giocatori. E la personalità non si insegna. Non può essere sempre tutta colpa del tecnico». Cosa deve dirsi Spalletti con Elkann? Non mancano figure dirigenziali, alla Juve? «So che il rapporto personale fra i due è ottimo. Se qualcosa manca è importante che Spalletti lo dica chiaramente. E che sia coinvolto Giorgio Chiellini, che in questa fase può essere preziosissimo. Non tanto per quel che resta di questo campionato, che non dipende più dalla Juve, ma per il prossimo».