LONDRA – L’Arsenal fa un altro passo verso il titolo, ma con enorme fatica. Pep Guardiola è pronto per l’addio al Manchester City, proprio nel giorno in cui si gioca la sua penultima chance per la Premier League. Ed Enzo Maresca viene già dato dalla stampa inglese al suo posto sulla panchina dei Citizens. Ore decisive è un eufemismo: il campionato più bello e più ricco del mondo finisce con un doppio thriller, quello su chi lo vincerà e quello sul futuro dell’allenatore più vincente dell’ultimo decennio.
La sofferenza dell’Arsenal
L’Arsenal doveva vincere a ogni costo, ieri sera, la sua penultima partita del torneo, per mantenere 5 punti di vantaggio sul City (che ha ancora due gare da giocare). Doveva vincere alla grande, in casa, contro il Burnley già retrocesso e infinitamente meno forte. Invece la squadra di Mikel Arteta ha stentato, dominando il campo ma segnando un solo gol, al 37’ del primo tempo con Havertz, ancora una volta su calcio d’angolo: una specialità del club londinese, ma anche il segno di come da mesi riesca ad andare in rete più su schemi, da corner o tiri piazzati, anziché con azioni fluide. Ha avuto altre due buone occasioni, un palo colpito da Trossard e un gol sfiorato da Saka, ma l’aspettativa era di realizzare un grosso bottino contro un avversario debole e privo di motivazioni, anche per aumentare a proprio vantaggio la differenza reti, che potrebbe diventare cruciale se Arsenal e City finissero la stagione a pari punti.
City obbligato a vincere a Bournemouth
Così, invece, la differenza reti è alla pari e in teoria il City può consolidare la propria nei prossimi due match. Il primo dei quali è in programma stasera (alle 20:30 italiane), in trasferta a Bournemouth, un impegno ostico contro una formazione in ottima forma e sesta in classifica, che in base ai risultati (e alla finale di Europa League che attende l’Aston Villa) potrebbe qualificarsi per Champions, Europa League o Conference. In pratica, ha bisogno di fare punti. Per sperare ancora di superare l’Arsenal, il City deve vincere riducendo lo svantaggio in classifica a due punti, e poi sconfiggere in casa l’Aston Villa, domenica, ultima giornata, sperando che contemporaneamente l’Arsenal perda o pareggi in trasferta (ma sempre a Londra) contro il Crystal Palace, che a metà classifica non ha più obiettivi né paure. Il calendario è per i Gunners Il calendario insomma favorisce i Gunners: se questa sera il City perde o pareggia, l’Arsenal vince il titolo con una giornata di anticipo. Sarebbe il suo primo trofeo di Premier dopo un’attesa durata ben ventidue anni, dall’era degli Invincibili allenati da Arsene Wenger, capaci di terminare il campionato senza una sola sconfitta. “Ancora tre gare per entrare nella storia”, affermava uno striscione ieri sera all’Emirates Stadium, intendendo le partite con Burnley e Palace in Premier, più la finale di Champions contro il Psg il 30 maggio a Budapest: la prima delle tre in qualche modo è andata, per la seconda l’Arsenal ha il proprio destino in mano, ma dà l’impressione di arrivare sfinito al traguardo, senza molta benzina. Manchester si prepara a separarsi da Guardiola A Londra stasera i suoi tifosi pregano, facendo scongiuri contro il City davanti alla tivù e preparando la festa. Intanto, a Manchester, si prepara la cerimonia dell’addio. Alle domande sul suo futuro, Guardiola replica che ha ancora un anno di contratto, fino all’estate 2027, ma anche lui sembra lasciare capire che la fine è vicina: anzi è già decisa, secondo le indiscrezioni pubblicate oggi su tutti i giornali inglesi. Il Pep farebbe l’annuncio già domenica sera, appena finito il campionato, se non prima nel caso in cui il titolo venga assegnato al penultimo turno. “Conoscete la risposta”, sono le sue parole in conferenza stampa, che però può voler dire tutto. In dieci anni ha vinto venti trofei con il City, una dinastia con pochi paragoni nel calcio mondiale. Concluderebbe con un “double” domestico: in questa stagione ha conquistato la Coppa di Lega (battendo in finale proprio l’Arsenal) e la Coppa d’Inghilterra (contro il Chelsea).
La concentrazione del City
Le supposizioni sulla sua uscita di scena, arrivate in un momento cruciale, a poche ore dalla gara che può decidere la Premier, potrebbero fare perdere la concentrazione a Haaland e compagni; oppure, al contrario, fornire un ulteriore stimolo a dare il massimo per il gran finale di Guardiola. Che non ha soltanto i trofei in bacheca a testimonianza del suo immenso lavoro: ci sono anche le lezioni date ai suoi allievi. Il tecnico che potrebbe vincere il campionato, lo spagnolo Arteta, è stato il suo viceallenatore e ha imparato molto da lui. Lo stesso vale per colui che secondo la stampa di qui si appresta a rimpiazzarlo in panchina: l’italiano Enzo Maresca, estromesso troppo presto in gennaio dal Chelsea, dopo avere portato ai Blues nella stagione precedente due coppe (Conference e Mondiale per club) e un quarto posto che è valso la qualificazione alla Champions. In onore di Guardiola, la nuova tribuna del North Stand nello stadio del Manchester City verrà probabilmente chiamata con il suo nome. “No, no, no, non c’è bisogno che lo facciano”, ha detto il Pep due giorni fa: quasi un’ammissione implicita che prepara le valige. Per andare dove e fare cosa, si vedrà.
