Il Bologna espugna Bergamo, piega l’Atalanta 1-0 con un gol di Orsolini ma saluta comunque l’Europa dopo due partecipazioni consecutive. In Conference League, il prossimo anno, ci andranno proprio i nerazzurri di Palladino. Per ribaltare il 2-0 incassato al Dall’Ara e continuare a inseguire la (comunque remota) possibilità di qualificazione serviva infatti un successo con almeno tre reti di scarto, puntando tutto sull'ultimo turno di campionato: i rossoblù vincono, giocano una partita intensa e concentrata, ma il gol arrivato a tredici minuti dalla fine (il 14° stagionale per Orsolini) non basta a completare un incastro che avrebbe avuto i contorni dell’impresa. Resta però una prestazione di personalità della squadra di Italiano, capace di andare a prendersi la partita in casa dell’Atalanta, tenendo il controllo del gioco per lunghi tratti e costringendo i nerazzurri a una gara di gestione, a tratti di sofferenza. Italiano sceglie Skorupski tra i pali, con la coppia norvegese Heggem-Helland al centro della difesa e Joao Mario e Miranda sugli esterni. In mezzo al campo Freuler e Pobega, mentre Bernardeschi, Ferguson e Rowe agiscono alle spalle di Castro. L’avvio del Bologna è subito aggressivo. I rossoblù pressano alti, tolgono linee di passaggio all’Atalanta e riescono soprattutto ad annullare Raspadori nella costruzione delle giocate offensive. Bernardeschi a destra e Miranda a sinistra spingono con continuità, obbligando la squadra di Palladino a rincorrere e abbassarsi. La prima occasione nitida è però atalantina: Zappacosta calcia da fuori area e costringe Skorupski a un grande intervento in uscita volante. Il Bologna replica immediatamente con Bernardeschi, il più ispirato dei suoi nella prima frazione: il fantasista salta il diretto avversario e conclude in diagonale sfiorando il palo. Poco dopo è Rowe a provarci con un tiro a giro che termina di poco fuori. Il Bologna tiene il pallino del gioco e chiude il primo tempo con un’altra grande occasione.

Al 46’ Castro riceve spalle alla porta, si gira in un lampo e conclude verso l’angolo, ma Carnesecchi risponde con un intervento decisivo e mantiene intatto lo 0-0.Poco dopo l'intervallo Palladino cambia tre uomini in un colpo solo: dentro Musah, Sulemana e Pasalic al posto di De Roon, Zalewski e Raspadori. L’Atalanta prova ad abbassare il ritmo della partita e a gestire il vantaggio della classifica, mentre il Bologna continua a cercare spazi e soluzioni offensive. Al 66’ Bernardeschi ci prova ancora dalla distanza dopo una bella azione costruita da Castro. Italiano allora inserisce nuove energie: fuori proprio Castro, Bernardeschi e Pobega (già ammonito), dentro Dallinga, Orsolini e Moro. La partita sembra lentamente scivolare via, con l’Atalanta più interessata a congelare il risultato che ad affondare. L’unico squillo nerazzurro arriva al 75’, con un colpo di testa di Sulemana.Due minuti più tardi, però, il Bologna trova il gol che almeno premia la sua insistenza. Punizione dalla trequarti di Rowe, Orsolini sbuca alle spalle della difesa atalantina e appoggia in rete l’1-0 sotto gli occhi di Carnesecchi.

È il gol che decide la partita e che conferma la rinascita del numero 7 rossoblù: quarta stagione consecutiva in doppia cifra, un traguardo che nell’era dei tre punti a Bologna era riuscito soltanto a Marco Di Vaio. Il forcing finale non produce altri gol (bravo Skorupski a chiudere su Krstovic lanciato a rete nel recupero) e il successo del Bologna resta soltanto una vittoria di prestigio, la seconda consecutiva dopo quella col Napoli. Il Bologna chiude così la sua rincorsa europea: applausi dei 450 tifosi rossoblù arrivati a Bergamo, ma il 2-0 dell’andata pesa troppo. E alimenta i rimpianti. Tra una settimana al Dall'Ara l'ultimo atto del campionato contro i campioni d'Italia dell'Inter.