Oggi il Papa, martedì il presidente della Repubblica. La trasferta romana dell’Inter, per il doppio incontro con la Lazio fra campionato e finale di Coppa Italia, è anche l’occasione per incontri importanti. Oggi la squadra nerazzurra, guidata dal presidente Beppe Marotta, è stata ricevuta in Vaticano da Leone XIV, appassionato di calcio e tifoso della Roma, nel primo anniversario del pontificato. Martedì invece Lazio e Inter saliranno insieme al Quirinale per l’incontro con Sergio Mattarella, da anni legato simbolicamente alla finale di Coppa Italia. Le parole del papa all’Inter Il pontefice ha fatto i complimenti all’Inter per lo scudetto vinto, invitando però dirigenti, staff e giocatori a non fermarsi ma a “riflettere sull’esperienza vissuta”, per portare soprattutto ai giovani “un messaggio utile” alla loro crescita. “Molti di loro, in questi giorni, guardano a voi come ai loro eroi e come a modelli da imitare – ha detto Leone XIV – e questo vi investe di una responsabilità che va oltre la prestazione e che vi vuole, come sportivi, testimoni di valori”. Smettendo di leggere il testo scritto, a braccio, il Papa ha aggiunto: "I giovani oggi veramente hanno bisogno di modelli e quello che fate voi ha un impatto che può essere positivo o negativo sulla vita dei giovani". Bisogna allora "pensare" a "questa grande responsabilità che avete".
La doppia partita
Lazio-Inter di campionato (oggi alle 18) sarà una prova generale per quella di mercoledì, finale di Coppa Italia. Come il Delfinato e il Giro di Svizzera, in vista del Tour De France. O la Louis Vuitton Cup prima della Coppa America. Una buona occasione per tenere alta l’intensità, verificare la condizione fisica e testare qualche soluzione tattica, ma senza consumare troppe energie né scoprire tutte le carte. La gara di Serie A, infatti, ha poco valore per la classifica: i nerazzurri hanno già vinto lo scudetto con tre giornate d’anticipo, i biancocelesti inseguono un settimo posto che potrebbe valere la Conference League. La partita di mercoledì invece assegnerà un trofeo, che potrebbe regalare a Cristian Chivu il double alla prima stagione intera da allenatore fra i professionisti, e a Maurizio Sarri la possibilità di salvare una stagione difficile, accedendo direttamente all’Europa League.
Lautaro, Bastoni e le rotazioni
L’ultima Inter a centrare in una sola stagione scudetto e coppa nazionale è stata quella di José Mourinho nel 2009-10. Chivu, che di quella squadra era uno dei simboli, punta soprattutto sulla gestione. In campionato proporrà ritmi meno sostenuti e punterà soprattutto ad evitare infortuni. Lautaro Martínez, che non gioca 90 minuti più recupero da tre mesi, dovrebbe restare in campo solo un tempo o poco più, nel tentativo di ritrovare il gol e avvicinarsi a quota 20 reti stagionali. Minuti importanti anche per Bastoni, fermo da un paio di settimane, e mai impiegato in modo costante negli ultimi due mesi. Il tecnico valuta poi una rotazione mirata per i giocatori più spremuti, come Dimarco, Thuram, Barella e Zielinski, tutti impegnati (e poi delusi) nei play-off per il Mondiale. Il polacco, con Calhanoglu indisponibile, è considerato fondamentale per la finale.
Occasioni e futuro
La partita può servire anche a rilanciare chi ha trovato meno spazio. Frattesi, protagonista un anno fa contro Bayern e Barcellona, non ha ancora segnato in una squadra da 110 reti stagionali e sembra destinato a lasciare l’Inter in estate. Contro la Lazio potrebbe provare a togliersi qualche ultima soddisfazione. Possibile spazio anche per Bonny, già in gol contro i biancocelesti all’andata, mentre Pio Esposito verrà preservato per mercoledì. In porta dovrebbe toccare ancora a Josep Martinez, decisivo nella semifinale col Como, con sullo sfondo il possibile arrivo di Guglielmo Vicario dal Tottenham.
Sarri pensa a mercoledì
Anche la Lazio gestirà uomini ed energie in vista della finale, che in caso di vittoria consentirebbe l’accesso in Europa League. Previsto il riposo per diversi titolari: da Marusic e Tavares fino a Tchaouna e forse Romagnoli. Dietro dovrebbero giocare Gila e Provstgaard, con Lazzari e Luca Pellegrini sulle fasce. In porta Mandas, chiamato a riscattare l’errore di Cremona. A centrocampo spazio a Basic, Dele-Bashiru e uno tra Rovella e Patric. Davanti si alterneranno Cancellieri e Isaksen, con Maldini centravanti e Noslin a sinistra.
Zaccagni e l’Olimpico vuoto
Buone notizie per Sarri arrivano da Zaccagni: la forte contusione al piede non ha provocato lesioni. Salterà il campionato ma dovrebbe esserci in finale. Diversa anche l’atmosfera sugli spalti. Per la gara di oggi è previsto lo sciopero del tifo organizzato di entrambe le squadre, con circa 20 mila spettatori attesi all’Olimpico. Mercoledì invece è annunciato il tutto esaurito.
