MILANO – Cristian Chivu non si accontenta del double. Un’ora dopo la vittoria dello scudetto, pensava già alla finale di Coppa Italia. Conquistata anche quella, ha spostato lo sguardo sulla prossima stagione. “Ci godiamo il momento. Abbiamo meritato questi due trofei. Ma si può sempre fare meglio, soprattutto in Champions League”, ha spiegato, indicando la missione nerazzurra per la prossima stagione: restare dominante in Italia e tornare protagonista anche in Europa. Un programma in linea con l’esigente pubblico interista, ben rappresentato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che allo stadio Olimpico ha rimarcato come “sia un peccato essere usciti così dalla Champions”, a febbraio col Bodo Glimt.
Marotta prepara l’Inter del futuro
Beppe Marotta ha chiarito che, per creare una rosa in grado di competere ad alti livelli in tutte le competizioni, l’estate porterà cambiamenti, ma senza rivoluzioni. “L’anagrafe crea il destino”, ha detto il presidente dell’Inter, confermando che alcuni senatori sono destinati a salutare. Sommer, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan hanno contratti in scadenza e si preparano all’addio, ma il club non vuole trasformarsi in una squadra soltanto giovane. La strategia resta quella che Marotta già seguiva ai tempi della Sampdoria: un equilibrio “tra esperienza e freschezza, perché con soli giovani non si vince”, e l’attenzione a mantenere un “nocciolo duro” di italiani nello spogliatoio.
Mercato tra giovani e giocatori esperti
Il fondo Oaktree, che in Marotta ha grande fiducia, non si opporrà alla linea del mercato misto, a patto che i conti tornino: giovani di prospettiva, ma anche calciatori già pronti. In porta il secondo Josep Martinez, schierato a Roma nella finale di Coppa Italia, potrebbe raccogliere l’eredità di Sommer, a patto che corregga alcuni atteggiamenti, a partire dalla puntualità agli allenamenti. La prima alternativa resta Vicario, oggi al Tottenham. In difesa resta aperta la situazione Bastoni: il Barcellona come destinazione piace al giocatore, ma la trattativa si è raffreddata. Flick, tecnico blaugrana, non è convinto dell’operazione e una permanenza alla Pinetina non è esclusa. Intanto, per il pacchetto dei centrali, si muove il mercato in entrata. Chivu apprezza Solet dell’Udinese, mentre dal Sassuolo può arrivare Muharemovic. Fra i giocatori più esperti, continua a piacere Mancini della Roma. Nico Paz resta il grande sogno Sulla fascia destra il nome caldo è Marco Palestra, reduce da una stagione brillante a Cagliari. Il problema ovviamente è il prezzo, visto che la proprietà del cartellino è dell’Atalanta, che non ama fare sconti, e tanto meno all’Inter, come dimostrato dall’affaire Lookman la scorsa estate. In mezzo al campo l’Inter è vicina a Curtis Jones del Liverpool, mezzala fisica e versatile. Ma il sogno resta Nico Paz: qualità, corsa e fantasia per dare all’Inter una dimensione più europea e meno prevedibile negli ultimi trenta metri. A mettere in salita l’operazione è il fatto che l’interlocutore sia il Real Madrid. Gli esperimenti di Chivu sulla trequarti Se Nico Paz non dovesse essere raggiungibile, l’Inter cercherebbe comunque un giocatore con le stesse caratteristiche, in grado di portare imprevedibilità sulla trequarti, e di consentire variabili tattiche. Già durante il Mondiale per club del 2025 negli Stati Uniti, Chivu aveva provato il 3-4-1-2. Mercoledì contro la Lazio ha invece affrontato la prima mezz’ora di gara con un 3-4-3 ultra offensivo, con Barella largo e Dumfries attaccante aggiunto. L’obiettivo è rendere l’Inter più imprevedibile e capace di adattarsi alle grandi sfide europee senza rinunciare all’aggressività. Bergomi e Serena indicano la strada Che l’impegno europeo sia cruciale per la prossima stagione, non lo pensano solo tecnico, società e tifosi. Per Beppe Bergomi, ex capitano nerazzurro, “l’eliminazione anticipata dalla Champions ha aiutato l’Inter nella gestione delle energie, in una stagione in cui era fondamentale vincere trofei, dopo un anno senza niente in bacheca. Ma in prospettiva, una squadra così forte deve essere competitiva ovunque”. Aldo Serena, vincitore dello scudetto 1988/89 e capocannoniere in nerazzurro, insiste invece sulla “necessità di costruire il mercato attorno alle idee di Chivu, anche a costo di accompagnare alla porta chi è a fine carriera”. E studiando l’evoluzione tattica di Chivu, non esclude “un futuro ritorno alla difesa a quattro, sistema già utilizzato dal tecnico a Parma e nelle giovanili nerazzurre, oltre che da tutte le grandi squadre d’Europa, dove serve intensità per tutti i novanta minuti più recupero”.
