TORINO – Il Galatasaray è una squadra molto forte e con molti difetti. È quindi, per certi versi, l’avversario ideale per chi ha il bisogno di azzardare una rimonta storica, visto che non ha una spiccata vocazione difensiva (anzi) e ha bisogno dell’assordante frastuono dell’Ali Sami Yen per sfoderare il meglio di sé. Naturalmente, il potenziale offensivo è molto alto e questo potrebbe indurre i turchi a spaventare la Juve proprio attaccandola, mettendole preoccupazione addosso. Si vedrà.
Osimhen il leader
Per raccontare del Galatasaray bisogna proprio partire dagli attaccanti e anzi da Osimhen, che non ha bisogno di presentazioni né di descrizioni, anche se questa non è la sua migliore stagione: tra un acciacco e l’altro (c’è un ginocchio che lo tormenta, qualche vocina suggerisce che stasera potrebbe addirittura partire dalla panchina) ha giocato appena 23 partite tra campionato e coppe, segnando 15 gol. Ma in Champions è una tassa: 7 presenze e 6 reti. Nel Gala fa più o meno ciò che vuole. Come direbbe Spalletti, semina il caos e poi i compagni ne approfittano, esattamente come è successo nella gara d’andata, quando Osi non ha segnato ma ha propiziato tre gol zompando addosso ai difensori juventini. In trasferta può essere ancora più micidiale, perché come scavalla lui negli spazi, nessuno.
Il terribile Yilmaz e la carta Sané
Alle sue spalle ci sono due ali dal dribbling facile, Yilmaz a destra (quello che a Istanbul ha messo in croce Cambiaso e Cabal) e Lang a sinistra. Però rientrano poco, se attaccati possono andare in crisi. Sulla carta il titolare sarebbe il navigato Sané, ex Bayern, che però è reduce da un infortunio: con lui in campo, Yilmaz cambia fascia. Di sicuro il tedesco garantisce ben altro, a livello di copertura e mantenimento degli equilibri. Potrebbe essere la mossa a sorpresa di Buruk.
Gündogan cerca spazio
Alle spalle di Osimhen gioca Yunus, che ha fantasia e discontinuità. Anche lui potrebbe non essere adattissimo a una partita da trincea: non è escluso che possa essere rimpiazzato da Gündogan, che non ha più la freschezza di un tempo ma che di queste sfide conosce tutti i segreti. Di scorta resta Icardi, il capitano: almeno in partenza non sarà la sua serata, anche se è proprio allo Stadium che si rivelò, segnando una doppietta alla Juve quando era il giovanissimo e ancora poco conosciuto centravanti della Sampdoria. A centrocampo c’è l’ex Lemina In mezzo il Galatasaray gioca abitualmente con due mediani: uno è di sicuro Torreira, anche lui ex doriano, che è quello che detta i ritmi, mentre l’ex juventino Lemina, che all’andata era squalificato, potrebbe rilevare il brasiliano Gabriel Sara, decisivo a Istanbul con un gol e un assist. Lemina è però più dinamico e più fisico, perciò la scelta potrebbe cadere su di lui.
Sanchez-Bardakci coppia vulnerabile
La difesa, davanti al portiere della nazionale turca Cakir, schiera il solido ungherese Sallai a destra, il colombiano Davinson Sanchez e l’altro turco Bardakci al centro, non proprio due rocce, e il senegalese Jacobs a sinistra, neanche lui un fulmine. In realtà un posto, a destra o al centro, sarebbe di Singo, ex Toro, che però è rientrato da poco da un lungo infortunio. C’è anche il francese Boey, arrivato a gennaio in prestito dal Bayern, che lo aveva acquistato due anni fa proprio dal Galatasaray: per ora entra nelle rotazioni, come è successo all’andata, quando è subentrato e ha subito fatto gol.
