I quarti di finale di Champions League saranno un buon riscaldamento in vista della Coppa del Mondo: quella e quelli ci tocca seguirli solamente da spettatori neutrali, distrattamente sprofondati sul sofà. Qualche scampolo di patriottismo possiamo al massimo dedicarlo ai tre italiani ancora in corsa, due protagonisti (Calafiori nell'Arsenal e Ruggeri nell'Atletico) e una comparsa, l'enigmatico Chiesa del Liverpool. Persino nel mondo arbitrale siamo ai margini: l'unico coinvolto sarà Di Bello, assistente del Var in Real-Bayern.
Real Madrid-Bayern, il classico europeo
Si comincia dal quarto più nobile, da quello dal livello tecnico complessivo più alto, dalla sfida europea più classica: sarà il trentesimo Real-Bayern della storia, nelle coppe non esiste un'altra partita così ricorrente. Finora ci sono state 13 vittorie spagnole e 11 tedesche, ma negli ultimi 9 confronti il Real ha vinto 7 volte e pareggiato 2.
Kane in stato di grazia, Vinicius fischiato
Stavolta però il Bayern è favorito, perché sta vivendo una stagione travolgente: delle 43 gare giocate ne ha vinte 37 e perse due soltanto (con l'Augsburg in Bundesliga e l'Arsenal in Champions) e ha già segnato addirittura 146 gol. Kane è in stato di grazia e ha recuperato dal lieve infortunio alla caviglia patito in nazionale, mentre il rientro di Musiala e Davies ha aggiunto qualità e fantasia a una squadra già quasi perfetta, al contrario del Real che difatti ha un allenatore di passaggio (il traghettatore Arbeloa al posto dell’esonerato Xabi Alonso), in Liga sta lontanuccio dal Barcellona e al Bernabeu viene sovente fischiato (specie Vinicius).
La primavera del Real Madrid
Ma a Madrid, il più delle volte, tutto quello che succede prima che la Champions entri davvero nel vivo non vale quasi niente: dalla fase a eliminazione diretta il Real è un'altra cosa, come s'è intuito dal modo in cui s'è sbarazzato del City negli ottavi. Con Arbeloa è cresciuto Vinicius, che con Xabi Alonso era in perenne conflitto, ma in assoluto il brasiliano sta vivendo un'annata mediocre. Può cambiare qualcosa il recupero di Bellingham, rimasto fermo per due mesi. Lo Sporting spauracchio delle inglesi Sporting-Arsenal è invece il quarto di finale teoricamente più squilibrato, perlomeno se si considerano i portoghesi come gli intrusi. Ma lo sono davvero? Si direbbe di no, sia perché hanno cacciato fuori una squadra inglese in 9 degli ultimi 10 confronti a eliminazione diretta sia perché non è inusuale che una formazione lusitana si piazzi tra le migliori otto, anche se è dal 2004 che non entrano in semifinale (ci riuscì il Porto di Mourinho, che poi vinse la coppa) e se per lo Sporting è soltanto la seconda volta nella storia ai quarti di finale.
Gyokeres il grande ex
I Leoni di Lisbona giocano un calcio complicato, comandano i ritmi, esasperano il palleggio e hanno giovani formidabili (Quenda soprattutto), ma mancherà per squalifica il loro leader, Hjulmand, e questo accentua i favori del pronostico dalla parte dell'Arsenal (privo a sua volta di Saka e Timber), più forte per logica, ampiezza della rosa ed esperienza internazionale, anche se il primo obiettivo di Arteta resta la Premier League, una specie di chimera. È la partita di Gyokeres, esploso a Lisbona (in due anni, 97 gol in 102 partite) e passato quest'estate ai Gunners per 63,5 milioni più 10 di bonus. Finora, però, non è stato all'altezza delle aspettative. Calafiori è annunciato tra i titolari.
Psg-Liverpool, big enigmatiche
Psg-Liverpool di mercoledì è il sottoclou dei quarti e per i francesi vale, ma in scala molto ridotta, lo stesso discorso fatto per il Real: la prima parte della stagione dei parigini è stata deludente, soltanto di recente in Ligue 1 si sono scrollati di dosso il Lens, smisuratamente meno forte e soprattutto meno ricco, e anche nella fase a gironi di Champions, chiusa all'undicesimo posto, il cammino è stato singhiozzante. Ma andò così anche l'anno scorso: da un certo punto in poi la squadra di Luis Enrique cambiò volto e marcia, toccando vette di gioco altissime, fino alla clamorosa finale di Monaco contro l'Inter. Finora Dembélé e Kvaratskhelia, i due che nella stagione scorsa fecero la differenza, sono stati nettamente al di sotto del loro standard, ma di recente vi si sono avvicinati di molto. L’ultimo ballo di Griezmann e Salah Il Liverpool è tuttavia una squadra non meno enigmatica, anche se alle grandissime difficoltà che sta incontrando in Premier, dov'è lontanissima dal vertice, corrisponde un cammino in Champions dal passo sicuro, benché il rendimento degli acquisti estivi a tre cifre — Wirtz, Ekitiké e Isak — sia al di sotto del previsto. A trascinare i Reds è fondamentalmente Szoboszlai. Per Griezmann e Salah sono gli ultimi giorni europei: nella prossima stagione il francese giocherà in Mls e l'egiziano probabilmente nella Saudi League. Psg e Liverpool si incontrarono anche l'anno scorso, ma all'altezza degli ottavi: passarono i parigini ai rigori, Donnarumma ne acchiappò due.
Atletico-Barcellona, il derby spagnolo
L'unico derby dei quarti si giocherà domani a Madrid, in casa dell'Atletico. La superiorità del Barcellona (che pochi giorni fa ha vinto 2-1 al Metropolitano, ma i Colchoneros hanno giocato tutto il secondo tempo in dieci per l'espulsione di Nico González) sembra evidente, eppure Simeone ha già fatto fuori due volte i blaugrana ai quarti, nel 2014 e nel 2016, unici confronti diretti tra i due club a livello europeo. E nella stagione in corso l'Atletico ha eliminato il Barça anche in Copa del Rey (4-0 in casa, 0-3 al Bernabeu). I gol di Alvarez, gli alti e bassi di Lamine Yamal In Liga la squadra del Cholo è lontanissima dalle prime e per una volta addirittura fuori dal podio: ci sono notevoli segni di usura nel rapporto con Simeone, però in Champions le cose funzionano e Alvarez in coppa è una tassa: 14 gol, di cui 8 in questa edizione, nelle ultime 17 partite giocate. Il Barcellona sta spopolando in Liga e quello sembra l'obiettivo principale della stagione, anche perché Lamine Yamal sta attraversando un'annata controversa, come se fosse cresciuto di colpo e avesse perso la gioiosa sfrontatezza del bimbo che si diverte giocando a pallone. Il confronto tra i canoni del barcellonismo e quelli del cholismo è sempre particolarmente affascinante, come ogni contrapposizione di opposti, ma a ben vedere l'Atletico non fa uno 0-0 in Champions da 39 partite e nelle 12 disputate in questa edizione ci sono stati ben 55 gol, come se più niente dello stile imposto da Simeone fosse riconoscibile. Ruggeri sfida Lamine Yamal Di sicuro, in difesa i madrileni non lasceranno gli spazi chilometrici che concedono invece gli uomini di Flick, che in attacco non avrà Raphinha, l'ideale contrappeso a sinistra di Lamine Yamal. Il quale, occhio, è diffidato: gli smaliziati difensori di Simeone faranno di tutto per farlo cascare nella trappola di un giallo. Dalle sue parti dovrebbe agire Ruggeri, che si è guadagnato il posto fisso. Nelle due partite di campionato contro il Barcellona ha però cominciato in panchina, quasi come se il Cholo non si fidasse di lui nella sfida con Lamine.
