ROMA – Nella buona si è recitato, nella cattiva sorte è esploso tutto. Le false promesse d’amore non hanno retto i tempi supplementari. Ranieri via, e dopo di lui il diluvio. Via Massara, il ds, via i medici, via lo staff del recupero infortuni, a cascata via mezzo staff. Giuntoli che si scalda a bordocampo: sempre più solido il rapporto con l’altra parte del mondo Roma, quella di Gasperini. Altro giro, altra rivoluzione, altra rottura, un solo uomo al comando: era una sfida, l’allenatore non ha vinto, ha trionfato, la Roma è sua. Tutto il resto è passato.

Ranieri, niente strette di mano

Non è stata una rottura consensuale tra la Roma e Ranieri, niente diamoci la mano è stato un piacere, restiamo amici. L’ex tecnico ex dirigente ex “alla Roma non dirò mai no, non la lascio” costretto a mollare, non sarà più il consulente della famiglia Friedkin. Lo aveva deciso già, a 74 anni era stanco di lamentele, parolacce, tensioni, ma non lo ha fatto sua sponte e a cuor leggero. Gli è stato detto: accettiamo le dimissioni. Risposta: quali? Quindi, parliamone.

Una rottura insanabile

La rottura era insanabile, uno dei due doveva mollare. Lo ha fatto Ranieri. L’ex tecnico, per una città senza memoria, ha preso la squadra in zona retrocessione l’anno scorso, l’ha portata a un punto dalla Champions, conosce tutti in una città che si innamora facilmente e si dimentica con la stessa velocità, stava male, era stanco, pensava di aver commesso un errore portando Gasp a Roma, lo definisce peggio di un errore.

Le lamentale di Gasperini

Tutti i giorni a Trigoria doveva sentirsi dire: Gasp ha detto a quel giocatore che non è all’altezza, un altro calciatore è uscito da Trigoria piangendo, oggi ha detto parolacce, ieri ha dato del lei a quel dirigente che non gli piace, ieri non lo ha fatto salire sul pullman, lo chiama davanti a tutti con un soprannome ignobile. Insostenibile per uno come Ranieri, furbo, scaltro, ma autorevole.

Le parole di Ranieri prima di Roma-Pisa

Aveva già deciso di trattare con i proprietari, pensava a una estate in tv da commentatore, a un futuro senza stress e senza un allenatore che si lamenta di tutto, dal mercato all’unghia incarnita dell’ultimo primavera. E in più Ranieri non ha capito perché all’improvviso la tifoseria intera, e lui che ha il polso della città, ha preso le parti di Gasp. Schierati. Difesa a oltranza: applausi, striscioni, cori, social, radio. All’improvviso l’amore. E quindi, quando è esploso prima della partita col Pisa, lui uomo incline alla diplomazia che cura sostanza ma anche forma dicendo che Gasperini “quarta scelta” era stato ingaggiato per un progetto sui giovani sa di aver sbagliato tempi e modi, sapeva che i Friedkin, riservati e discreti, non avrebbero gradito. E infatti non l’hanno fatto. Avanti con Gasp Dalla loro avevano una scelta da fare: dopo gli esoneri dolorosi di Mourinho e De Rossi non volevano spezzare un altro progetto. Zero titoli ok, non zero progetti. E dalla sua Gasp non ha capito perché si è trovato troppo solo a settembre, lui che aveva preso casa dall’altra parte di Roma rispetto a Trigoria, per stare vicino a Ranieri e far stare vicine le persone della loro famiglia.

Anche Massara verso l’addio

La richiesta di arrivare a fine stagione a Ranieri e Gasp era insostenibile. Certe fratture non si curano, Gasperini si voleva sentire protetto, il senior advisor non pensava di dover affrontare un uomo così spigoloso, difficile, arrogante. La resa dei conti è arrivata: a Ranieri sono state chieste le dimissioni (quali?) per un addio “consensuale”. Lo dimettono. Lo staff che aveva costruito attende la stessa richiesta. Massara vuole lasciare (vuole? Lo farà oggi, ma volere è un concetto ampio) e seguire Ranieri. Che in cuor suo forse ripenserà a quando la scorsa estate ha rinunciato a prendersi la Nazionale alla disperata ricerca di un ct per amore della Roma. Oggi spera di essere coinvolto da Malagò nel progetto di rilancio della maglia azzurra, non importa in che ruolo. Giuntoli all’orizzonte Ma Roma ha già voltato pagina: Giuntoli all’orizzonte già lega con gli uomini di Gasperini. Altre promesse di amore fingendo di credere che sia eterno.