«Non posso definirla se non come una grande impresa contro una squadra superiore a noi. Ad aprile con l’Aston Villa ne servirà un’altra, partiremo ancora sfavoriti e toccherà superarci di nuovo, la meta è ancora distante ma l’orgoglio è grande e siamo stati premiati davanti a un palcoscenico strepitoso: si lavora per vincere partite così». Gioisce Vincenzo Italiano come tutto il popolo rossoblù dopo un’altra notte romana memorabile, di quelle che rimarrà nei ricordi e fotograferà questa stagione a prescindere da come andrà poi a finire. Eliminata la Roma, il Bologna resta la migliore squadra italiana nelle coppe, e ad aprile riaffronterà l’Aston Villa che a settembre fu la sola squadra a battere i rossoblù in Europa League prima di 11 risultati utili di fila (andata il 9 al Dall’Ara, ritorno il 16 a Birmingham, entrambe alle ore 21 italiane). Rientrata in nottata in aereo, oggi la squadra dopo essere stata accolta al centro tecnico alle 3.30 di mattina da un nutrito gruppo di tifosi è attesa a Casteldebole ancora «da una piccola festa, ma poi subito al lavoro perché domenica si gioca e bisogna pensare alla partita», avverte Italiano.
Che la festa della squadra sotto la curva dell’Olimpico l’ha saltata «perché da quando ho avuto la polmonite il dottore vuole che a fine gara vada subito dentro al caldo, se no mi tira le orecchie». Resta la gioia per una vittoria cruciale in una partita dalle mille emozioni, e se le sostituzioni di Castro e Rowe avevano lasciato perplessi molti, alla fine proprio i loro sostituti Dallinga e Cambiaghi hanno vinto la partita. «I subentrati hanno dato una marcia in più per rimanere a galla nel supplementare, quando temevo la Roma potesse metterci alle corde e invece siamo stati bravissimi a venire ancora fuori – spiega il tecnico –. Volevo creare una partita con tante gare dentro, anche soffrendo ma senza subire lo stadio, con grande maturità e mentalità». Una vittoria che spazza via ogni amarezza per i tre mesi in cui il campionato è scivolato via, «se c’è stata crisi, come la chiamate, per me era nella norma, avevo messo in guardia che l’Europa League avrebbe portato a perdere uomini per infortuni e a periodi di alti e bassi, se abbiamo meno punti in campionato è per questo, ma in coppa siamo ai quarti e io sono felice».
