Torino – Nella banalità di una partita dall’aria scontata, perché succede spesso che una squadra forte batta in casa l’ultima in classifica, c’è il senso del passato e del futuro della Juventus, perlomeno come lo intendono Spalletti e i dirigenti e se lo augurano i tifosi: i fischi hanno accompagnato al riposo una formazione che aveva stancamente traccheggiato finendo per farsi quasi intimorire dal Pisa (il passato), ma poi trasfigurata in una che nel secondo se l’è spassata, segnando un gol dopo l’altro (Cambiaso, Thuram, Yildiz, Boga) e promettendo di non smettere più di essere così (il futuro).

Un’ora di studio, poi solo Juve

C’è però voluta quasi un’ora perché la Juve giocasse come la squadra che Spalletti dice d’esser certo che sia, o perlomeno come chi ha bisogno disperato di un posto in Champions per non rischiare il fallimento totale della stagione intera. Un’azione, finalmente, rapida e tecnica: Conceiçao per Yildiz, cross, testa di Cambiaso, uno a zero. È l’attimo che ha mandato in soffitta un primo tempo malinconico, non soltanto per la mestizia che ha trasmesso ma perché aveva risvegliato certi ricordi di una Juve che fu e che è stata negli ultimi anni, neanche fino a tanto tempo fa. È quel genere di Juve che Spalletti è convinto di poter mettere da parte una volta per tutte, però nel primo tempo se l’è vista scorrere davanti agli occhi come se fosse una squadra irredimibile. Ma David resta un enigma Invece l’ha redenta, sicuramente con qualche urlaccio nell’intervallo (ma già nel corso del primo tempo ne aveva tirato più d’uno) e poi con una decisione drastica che rischia di diventare definitiva, cioè depennando David (e Gatti, in difficoltà con Durosinmi) dopo 45’ tragici, tra palle perse, passaggi sbagliati, palloni scagliati addosso all’avversario più vicino, colpi di testa sgangherati. David non è questo, ma questo David è un calciatore in profondissima crisi di identità, senza più il minimo di fiducia in sé stesso e forse perduto alla causa. Spalletti al posto suo ha messo Yildiz, centravanti più o meno falso (o più o meno vero), inserendo Boga a sinistra e tutto è cambiato, non soltanto per questa mossa ma perché è cambiata la Juve tutta: ha trovato ritmo, vigoria, velocità di esecuzione e baldanza — e alla lunga, anche voglia di divertirsi giocando il pallone in maniera spumeggiante — mentre prima s’era rattrappita, era scaduta nella superficialità e il Pisa ne aveva a suo modo approfittato, disputando un primo tempo migliore e sfiorando anche il gol con un colpo di testa di Moreo (buona la respinta di Perin). Boga nella prima versione Spalletti su questo sottile crinale lavora: da una parte c’è la Juve che non vorrebbe vedere più, dall’altra quella che lui è persuaso di poter portare ben oltre quelli che paiono i suoi limiti annosi e ancora attuali, «perché a un certo punto ho pensato che si potesse fare come a Napoli: divertire e vincere». Non ha scartato l’idea e chissà se quel modo in cui s’è abbracciato con i giocatori dopo il 2-0 (palo di Locatelli, tap-in di Thuram) è una specie di manifesto comune. Il fantasma di David è stato sostituito senza problemi, dunque: Yildiz ha trovato il gol con una staffilata di destro (non il solito tiro a giro, ma una bordata da attaccante vero in posizione centrale) e all’ultimo ha segnato in contropiede pure Boga (ed è la seconda volta di fila), che in certi attimi sembra di nuovo quel giocatore che al Sassuolo aveva ingolosito molti squadroni prima di finire all’Atalanta per 20 milioni, in un’epoca in cui 20 milioni erano ancora tanti. A Udine ci sarà anche Vlahovic È chiaro che non può essere questa la soluzione definitiva perché un centravanti vero serve, ma dalla settimana prossima (la Juve gioca a Udine) tornerà a disposizione Vlahovic e quindi diventerà lui il 9 della volata Champions, e magari anche del tempo che verrà. Perché il serbo a Lucio piace e, oggi come oggi, se lui esprime un desiderio la dirigenza juventina fa di tutto per realizzarglielo. Juventus (4-2-3-1) Perin 6.5 – Kalulu 6, Gatti 5.5 (1’ st Kelly 6.5), Bremer 6, Cambiaso 6.5 – Locatelli 7, Thuram 6.5 (32’ st Koopmeiners sv) – Conceiçao 7 (32’ st Miretti sv), McKennie 6, Yildiz 7.5 (37’ st Kostic sv) – David 4 (1’ st Boga 7). All. Spalletti 6.5. Pisa (3-5-2) Nicolas 5 – Calabresi 5 (31’ st Stojilkovic sv), Caracciolo 5.5, Coppola 5 – Léris 6 (15’ st Cuadrado 5.5), Aebischer 5, Marin 6 (15’ st Loyola 5.5), Hojholt 5.5 (15’ st Piccinini 5.5), Angori 5.5 – Durosinmi 5.5 (31’ st Iling-Junior sv), Moreo 6. All. Hiljemark 5.5. Arbitro: Sacchi 6. Reti: 9’ st Cambiaso, 20’ st Thuram, 30’ st Yildiz, 48’ st Boga Note: ammoniti Marin, Leris. Spettatori 39.172.