Roma - A parte il periodo del Covid, nella storia della Coppa Italia non si era mai vista una semifinale giocata in uno stadio praticamente vuoto. È successo ieri sera all'Olimpico, perché i tifosi della Lazio hanno deciso di non concedersi eccezioni nella protesta a oltranza contro Lotito. Torneranno nel derby di maggio, forse. Gli attacchi del presidente più contestato d'Europa – divide il primato con Cairo – al tecnico Sarri, nel corso di una lunga telefonata con un tifoso diventata virale sui social, ha perfino peggiorato la situazione. Per la Lazio un danno economico e di immagine E quindi all'andata contro l'Atalanta hanno assistito circa seimila spettatori (dissenso dilagante, altro che l'antica sparuta minoranza), scenario triste per un appuntamento così importante: per la Lazio, danno economico da 1,5 milioni circa, incalcolabile quello d'immagine. In campo, la partita – finita 2-2 con due reti nel finale, tutto aperto per il ritorno ma Dea favorita – è stata decisamente più piacevole di Como-Inter: si sono visti quattro gol, almeno. Botta e risposta a inizio… Di puro stampo sarrista il primo della Lazio al 2' della ripresa: l'inserimento della mezzala, il potente Dele-Bashiru, viene premiato dall'assist geniale del falso nove, Daniel Maldini. Delizioso poi il tocco sotto del nigeriano, che all'Atalanta aveva segnato all'Olimpico già lo scorso anno e sempre con un attacco centrale. La risposta della Dea, dopo appena 4 minuti, è nella qualità di Samardzic, non a caso inutilmente chiesto a gennaio da Sarri a Lotito: il sinistro del serbo viene deviato da Provedel, battuto poi dal tap-in di Pasalic, sempre abile a capire prima dove finirà il pallone in area. … e a fine ripresa Ma è proprio il croato nel finale a confezionare a Dia l'assist involontario del 2-1. Sembrava fatta per la Lazio, invece due minuti dopo (89') Musah, già a segno con il Sassuolo, trova il tiro del pareggio approfittando della fragilità psicologica della squadra di casa. Al di là dei gol, interessante anche il confronto tattico tra due allenatori dai principi opposti: l'aggressività nei duelli uomo contro uomo dell'Atalanta e l'organizzazione sempre a zona della Lazio. Solo che a volte la squadra di Sarri si allunga e allora quella di Palladino crea pericoli: gol annullato a Krstovic per fuorigioco di Zappacosta all'8, traversa colpita al 42' dallo stesso Zappacosta – destro al volo - su assist di Bernasconi, da quinto a quinto, un classico di Palladino e dei maestri del 3-4-2-1. Nella Lazio gli esterni sono vivaci, soprattutto Zaccagni, ma a concludere devono pensare le mezzali: dopo il gol di Dele-Bashiru, un bel tiro di Taylor intercettato da Carnesecchi. Poi il botta e risposta nei pressi del 90'. In vista del playoff mondiale, segnali confortanti per Gattuso da Zaccagni, Scalvini, Carnesecchi e Zappacosta: di sicuro positiva la relazione su di loro di Buffon in tribuna. LAZIO (4-3-3): Provedel 5; Marusic 5, Gila 6, Romagnoli 6, Tavares 6.5; Dele-Bashiru 7, Cataldi 5.5, Taylor 5.5 (38' st Belahyane sv); Isaksen 5.5 (19' st Cancellieri 5.5), Maldini 6.5 (31' st Dia 7), Zaccagni 6 (31' st Noslin 6). Allenatore: Sarri 6. ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Scalvini 6 (19' st Kossounou 6), Hien 6, Kolasinac 5.5 (30' st Ahanor 6); Zappacosta 6.5, De Roon 5 (19' st Musah 7), Pasalic 5.5, Bernasconi 6.5; Samardzic 6.5 (30' st Sulemana 6.5), Zalewski 5.5; Krstovic 5.5 (40' st Scamacca sv). Allenatore: Palladino 6. ARBITRO: Manganiello di Pinerolo 5.5. RETI: 2' st Dele-Bashiru, 6' st Pasalic, 42' st Dia, 45' st Musah. NOTE: serata serena, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: De Roon, Pasalic, Hien. Angoli: 1-3. Recupero: 2'; 5'.