Una settimana fa, un minuto prima che le partite finissero, la Roma era terza ad appena due punti dal Milan e ne aveva messi sette tra sé e la Juve, quasi eliminandola dalla corsa al quarto posto. Poi il vecchio amico Spalletti le ha sfilato una vittoria in extremis, il quasi amico Lukaku ha riportato il Napoli davanti con il gol assai tardivo al Verona e poi, giusto ieri, l’eterno fratello De Rossi l’ha ricacciata nel mischione che nel frattempo s’è formato attorno all’ultima casella disponibile per andare in Champions, dando per ipotecate le prime tre e valutando che l’Atalanta sta scivolando lontano dalle zone calde. Adesso i giallorossi hanno gli stessi punti del Como, che li aspetta domenica, e appena uno in più della Juventus: oggi come oggi, i favoriti per agguantare i 60 milioni della coppa che conta non sono più loro.
Roma sconfitta con le sue stesse armi
A Marassi la Roma, che non ha giocato male (ma anche contro la Juve aveva giocato meglio e non vinto), è stata schiantata dal ritmo furibondo del Genoa, dalla sua veemente aggressività: in pratica, De Rossi ha battuto Gasperini usando le sue stesse armi, approfittando anche della dabbenaggine di Pellegrini, che ha regalato un rigore – il primo fischiato contro la Roma dopo 420 giorni – per un fallo sciocco su Ellertsson (Gasp s’è arrabbiato moltissimo), e delle folate in contropiede mentre i romanisti cercavano di completare il sorpasso dopo il pareggio di Ndicka. Ma di questi tempi il peso offensivo della Roma è quasi esclusivamente sulle spalle di Malen, che da solo ha potuto combinare poco. De Rossi ha vinto senza far festa. “Ma speravo finisse così, sono qui per fare il mio lavoro”, ha detto scindendo le ragioni del cuore da quelle della professione, anche se pure il Genoa, con la sua passione traboccante, gli sta entrando dentro.
Il calendario più accessibile della Juventus
A dieci giornate dalla fine, la volata per il quarto posto rischia di diventare l’argomento più interessante del campionato. La Juve ha due vantaggi: un calendario all’apparenza più agevole (ma è, appunto, apparenza: il tasso di difficoltà di una partita può mutare da una settimana all’altra) e la certezza di giocare almeno una partita in meno rispetto al Como, atteso dalla seconda semifinale di Coppa Italia, e due rispetto alla Roma, che in Europa League potrebbe arrivare a farne sette. Lo scontro diretto tra le due attuali quarte, l’ultimo in calendario, è incastrato tra il doppio derby europeo tra i giallorossi e il Bologna.
Il fattore attaccanti
Negli ultimi dieci anni per arrivare quarti sono serviti in media 71,5 punti. Quota 72 può essere il limite anche questa volta. L’imminente recupero di Vlahovic può spostare gli equilibri, mentre la Roma ha quattro attaccanti ko (Ferguson, Dovbik, Soulé, Dybala) che non si sa quando torneranno. Anche questo conta.
