Roma – «Aspettiamo lunedì». Lo dicono tutti. Perché domani è il giorno in cui la serie A potrebbe scegliere di indicare un candidato alla presidenza della Federcalcio. Il valzer è iniziato, chiunque abbia l’ambizione di raccogliere l’eredità di Gravina all’elezione del 22 giugno ha mosso dei passi discreti nelle ultime ore. Non fa eccezione la serie A e il candidato della maggioranza dei club è noto da giorni: Giovanni Malagò. Al punto che l’ex presidente del Coni ha già iniziato il giro di telefonate: ha chiamato società di altre leghe ma anche cercato la sponda di comitati regionali del Coni, dove ha ancora molti fedelissimi, per avvicinare delegati regionali dei Dilettanti. Ossia il bacino di voti del suo grande rivale: Giancarlo Abete. Le mosse di Abete Anche Abete ha iniziato a muoversi: venerdì ha incontrato il presidente dei calciatori Umberto Calcagno, ufficialmente per parlare di temi e programmi. In realtà, si è finito presto per parlare di preferenze. Risultato? Interlocutorio. Se Calcagno ha avanzato l’idea che possa essere arrivato il turno di un calciatore — Tommasi, Albertini — Abete ha invece chiesto l’appoggio per una propria candidatura. Insomma, il 75enne presidente della Lega Dilettanti è pronto a far valere il peso politico di quella componente — sposta il 34% dei voti — per concorrere alla presidenza. E ha l’appoggio politico di due ministri, Abodi e Giorgetti. Il leghista ha rigettato l’avance dell’amico Marotta, schierato in campagna elettorale per Malagò: voleva il suo appoggio, lui ha alzato il muro contro l’antico “nemico”. La A sta con Malagò In pratica, la politica è orientata a sostenere informalmente una candidatura di Abete, che potrebbe, se eletto, far valere quest’asse per ottenere interventi normativi utili al calcio. Abete dovrebbe annunciare la sua discesa in campo in questi giorni. Aspetterà però di capire cosa succederà domani. Servirà il sostegno di 11 club perché passi la candidatura di Malagò da parte della Lega serie A. E gli insider accreditano oggi tra 14 e 16 club dalla sua. Certo non Lotito. Se passasse, è pronta la strategia: riuscire a fare asse con calciatori e allenatori, permetterebbe ai club di partire già con un pacchetto di voti vicino al 50%. L’unico modo per poter sfidare Abete da una posizione di forza.
