MILANO – Il Totoct era già virtualmente in atto da martedì scorso, dopo il quarto rigore segnato dalla Bosnia a Donnarumma. Conte, Allegri e Mancini erano subito diventati i concorrenti principali. All’ora di pranzo di ieri la gara, con gli stessi protagonisti e con percentuali cangianti nel borsino quotidiano (Conte e Allegri restano in testa), è cominciata anche ufficialmente per le dimissioni di Rino Gattuso, che fanno seguito a quelle del presidente della Figc Gabriele Gravina e del capodelegazione Gigi Buffon.

Il bilancio di Gattuso

Il terzo commissario tecnico ex campione del mondo nella storia azzurra, dopo Ferrari e Zoff, chiude un’esperienza tra le più brevi — 9 mesi, 8 partite ufficiali, 22 gol fatti e 10 subiti, 6 vittorie, 1 sconfitta, 1 pareggio a Zenica con l’appendice dei rigori fatali — e nel contempo tra le più paradossali. Apprezzato da squadra, tifosi e dirigenti per avere riportato la Nazionale in cima alla lista delle priorità dopo anni di evidente subalternità ai club, esce di scena per non avere evitato la terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale della squadra quattro volte campione, precipitata in un malinconico gregariato tecnico proprio dal 2006, quando vinse il titolo a Berlino con Gattuso in campo.

"Serietà e passione": il comunicato della Figc

Il comunicato che sancisce la risoluzione consensuale del contratto, la cui scadenza naturale sarebbe stata alla fine del Mondiale americano con opzione di rinnovo (800mila euro, più bonus qualificazione di 1 milione le cifre), è inusuale nel suo genere: contiene passaggi poco formali. La Figc «ringrazia Gattuso e tutto il suo staff per la serietà, la dedizione e la passione con cui hanno lavorato e augura loro i migliori successi per il prosieguo della carriera».

Gattuso: “La maglia azzurra bene più prezioso”

Lui è ancora più esplicito: «Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza. La maglia azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio: per questo è giusto agevolare da subito le future valutazioni tecniche. Desidero ringraziare il presidente Gravina e Buffon, e con loro tutti i collaboratori della Federazione, per la fiducia e il supporto che mi hanno sempre garantito. È stato un onore potere guidare la Nazionale e un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno. Sempre con l’azzurro nel cuore».

Gravina stesso, malgrado il risultato che lo ha costretto a dimettersi, ha sottolineato l’effetto più vistoso del ciclo Gattuso: «Oltre a essere una persona speciale, come allenatore è riuscito in pochi mesi a riportare entusiasmo intorno alla Nazionale. Ha trasmesso ai calciatori e a tutto il Paese un grande orgoglio per la maglia azzurra». Lo staff prenderà ancora lo stipendio Due notizie in pillole confermano che non si tratta di retorica. Prima di dimettersi, l’ormai ex ct si è voluto assicurare nell’accordo raggiunto tra gli avvocati (il suo, Piero Baffa, e il legale della Figc, Giancarlo Viglione), che lo staff (i vice Riccio e Bonucci, i preparatori atletici Dominici e Tenderini, il match analyst Sangermani, gli allenatori dei portieri Perrone e Lupatelli) continuasse a percepire lo stipendio: fino a fine luglio resterà in carico alla Figc.

Amichevoli con Baldini in attesa del nuovo ct

Gattuso, che era intenzionato a prendere casa in Toscana per stare più vicino a Coverciano, stava anche valutando le amichevoli pre-Mondiale di giugno. La prima sarà con la Grecia a Creta, tappa tra le prime del percorso di Gattuso allenatore nel 2014, la seconda in Lussemburgo. Le affronterà verosimilmente il selezionatore dell’Under 21 Baldini, favorito sul collega dell’Under 20 Nunziata come ct pro tempore. Poi arriverà il nuovo commissario tecnico, scelto dal nuovo presidente della Figc. E le sfide saranno subito molto difficili, da settembre, nel girone di Nations League: Belgio, Turchia e Francia, reduci dal Mondiale. Va scongiurato il rischio della retrocessione in Lega B.