Milano – Giovanni Malagò contro Giancarlo Abete. Nemici giurati dal 2013, torneranno a sfidarsi per il trono della Figc. È iniziata a colpi di candidature la corsa per decidere chi sarà la prossima guida del calcio italiano. La Lega serie A ha indicato l’ex presidente del Coni, un mandato che lui ha «accolto con grande soddisfazione». La reazione è stata immediata: poche ore dopo Abete ha annunciato la sua intenzione di scendere in campo. Ma la corsa è aperta, c’è tempo fino al 13 maggio per iscriversi in vista del voto del 22 giugno.

La A con Malagò: 18 voti su 20

Intanto ieri si è messa in moto la macchina. Le società di A hanno presentato le lettere d’impegno a favore di Malagò: ne bastavano 11, alla fine sono state 18. Ultimo iscritto il Sassuolo. Lazio e Verona le voci fuori dal coro, ma dopo un contatto serale con Malagò il club veneto ha deciso di infilarsi nel gruppo di maggioranza. Il presidente laziale Lotito è rimasto isolato. Il suo progetto è quello di commissariare la Federcalcio: «Dobbiamo fare asse con il governo», ha detto in assemblea. Il patron laziale e senatore di Forza Italia ha coinvolto un gruppo di giuslavoristi, «c’è già un progetto di legge firmato da 80 senatori per far sì che sia la politica a scegliere il commissario», ha detto in Lega. Per renderlo possibile, nessun candidato deve arrivare al 50% più uno dei voti totali.

Il terzo uomo per rompere il fronte

Uno scenario auspicato anche dal ministro Abodi, che non ne ha mai fatto mistero. La chiave? Convincere a scendere in campo un ex calciatore che possa spaccare il fronte. Un nome condiviso: quello che circola con più insistenza rimanda a Demetrio Albertini, vicepresidente della Figc con lo stesso Abete dal 2007 al 2014 e già a capo del settore tecnico. Piace a molti club di A e il suo curriculum di campo vincolerebbe i calciatori a sposarne la corsa al trono. Malagò lunedì in Lega Al momento però è corsa a due. E tra quei 18 club per Malagò c’è chi ha perorato la causa dell’avvocato Viglione, uno dei fedelissimi dell’ex presidente Gravina: potrebbe entrare nella squadra. Che dovrà sciogliere le riserve prima di presentare in federazione le 18 (o 19, dipende dal Verona) schede con il suo nome. Ogni società peserà nella votazione per lo 0,9%: «Credo sia corretto interpellare le altre componenti prima di effettuare una valutazione complessiva, il consenso quasi unanime di un mondo spesso litigioso è un segnale che mi gratifica e responsabilizza». Lunedì si confronterà in Lega con i club di A: «Abbiamo discusso di una ventina di punti, ne parleremo con Malagò e integreremo questo programma con le sue idee», ha spiegato il presidente Simonelli. Tra i punti illustrati: esenzione fiscale per i giovani del vivaio e azzeramento dell’iva per le operazioni di mercato tra club italiani. Abete chiede il sostegno dei dilettanti Abete ha convocato per oggi un consiglio straordinario della Lega nazionale dilettanti per chiedere «di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito Malagò, cioè di poter, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi in una discussione dei contenuti per vedere quale è il punto di caduta dei nomi». Il punto è: quanti di quei 99 delegati dei dilettanti sono con lui? Non tutti. La Serie B prende tempo Da domani sarà il momento delle consultazioni: calciatori e allenatori con Malagò hanno già parlato del contratto nazionale. Oggi è in programma l’assemblea della serie B, che non esprimerà un nome: le società daranno mandato al presidente Bedin di esplorare i programmi. I punti chiave: valorizzazione dei giovani, contenimento dei costi e riforma dei campionati (il numero di promozioni e retrocessioni).