NEW YORK – Un pallone da calcio rosa tempestato di gioielli e una maglia con scritto Trump e il numero “47”, quello della presidenza americana. Leo Messi e l’Inter Miami sapevano quale sarebbe stato il miglior biglietto da visita per incontrare il presidente Donald Trump: regalargli oggetti di valore, non simbolici. L’argentino ha guidato la squadra campione degli Stati Uniti di Mls, l’Inter Miami, alla Casa Bianca, dopo aver battuto a dicembre i Vancouver Whitecaps e conquistato il titolo. I complimenti di Trump a Messi La Pulce, che è entrato al fianco del presidente, e ha vinto per il secondo anno consecutivo il premio di miglior giocatore del campionato. “Leo, sei arrivato e hai subito vinto, e questa è una cosa molto difficile da fare, una cosa molto, molto insolita”, gli ha detto Trump. “C’era molta più pressione su di te di quanto chiunque possa immaginare, ma alla fine hai vinto”, ha aggiunto. Messi non ha parlato. L’anno scorso fa era toccato al suo eterno rivale, Cristiano Ronaldo, ospite assieme al presidente della Fifa Gianni Infantino.
Incontro surreale alla Casa Bianca
L’incontro alla East Room andato in scena ieri è stato a tratti surreale, con qualcuno dei presenti che si chiedeva chi stesse giocando la partita più grande: un atleta vincitore di otto Palloni d’oro e campione del mondo, o un presidente che ha dichiarato guerra al mondo, prima con i dazi, poi sequestrando il presidente del Venezuela, attaccando l’Iran e minacciando Cuba. Trump ha trovato il modo di parlare anche della crisi in Medio Oriente, come aveva fatto l’anno scorso quando aveva ospitato, in estate, la Juventus. “Stiamo continuando a demolire l’Iran, i nostri stanno facendo un grande lavoro”, ha detto.
Messi non ha parlato di politica
Dietro di lui, i giocatori in giacca e cravatta hanno seguito in silenzio. Rivolgendosi a Messi, uno che non si è mai schierato politicamente, Trump alla fine ha deciso di parlare solo di sport. “Avresti potuto andare ovunque nel mondo. Avresti potuto scegliere qualsiasi squadra nel mondo, e hai scelto di venire a Miami. Non ti biasimo. Il clima è estremamente buono. Vai a Doral? Vai a Doral e giochi a golf?”, gli ha chiesto Trump, riferendosi a uno dei campi da golf di proprietà del presidente. “Voglio solo ringraziarti per averci portato tutti in questo viaggio, perché sei in forma, talentuoso e una grande persona”, ha aggiunto. Tra le altre stelle dell’Inter Miami presenti c’erano Luis Suárez e Rodrigo De Paul, citato da Trump come uno dei realizzatori dei gol del 3-1 che è valso il titolo. Il commissario della Mls Don Garber era seduto accanto ad Andrew Giuliani, capo della task force della Casa Bianca per la Coppa del mondo. Erano presenti anche l’ex stella del baseball Alex Rodriguez e membri della squadra di governo. L’Inter Miami è stata la prima squadra di Mls invitata alla Casa Bianca durante il secondo mandato di Trump. Messi e il Mondiale negli Usa con l’Argentina Messi a 38 anni guiderà ancora l’Argentina, campione in carica, nel torneo che sarà ospitato proprio dagli Stati Uniti, assieme a Canada e Messico. L’Iran fa parte delle 48 squadre qualificate e dovrebbe giocare un paio di partite nel sud della California e una a Seattle durante la fase a gironi. Trump non ha menzionato il Mondiale. Dopo gli attacchi americani e israeliani di sabato, il massimo dirigente del calcio iraniano, Mehdi Taj, ha detto che il Paese non poteva guardare alla Coppa del mondo con “speranza”. “Non mi interessa davvero” se l’Iran partecipa, ha detto Trump a Politico. “Penso che l’Iran sia un Paese sconfitto”. Non è chiaro cosa succederebbe se la nazionale iraniana si ritirasse dalla manifestazione: nessuna squadra qualificata lo ha fatto negli ultimi 75 anni. Il torneo comincerà l’11 giugno quando il Messico affronterà il Sudafrica a Città del Messico.
Trump e il ricordo di Pelé
Durante la cerimonia, Trump ha ricordato di aver visto giocare Pelé con i New York Cosmos. Rivolgendosi a Messi, gli ha dato un’ultima carezza: “Potresti essere più forte di Pelé”, gli ha detto, prima di rivolgersi ai presenti e chiedergli che, secondo loro, fosse il migliore.
