MILANO - Una notte lunga. Nessuno è più al sicuro, tutti sono in discussione. Senza Champions, persa all’ultima curva con il traguardo in vista, al Milan sarà rivoluzione. Dopo la partita con il Cagliari Allegri è rimasto solo. Lasciato dalla dirigenza a gestire il caos. “Ci vuole amore e passione, a tutti i livelli”, ha detto Max ai cronisti uscendo dallo stadio ben oltre la mezzanotte. Si riferiva anche ai vertici societari. A stampa e tv non hanno parlato altri tesserati del Diavolo, nessuno al netto dell’allenatore.

Ibra lascia lo stadio scortato dalla sicurezza

Al fischio finale l’azionista di controllo del club rossonero Cardinale e il senior advisor di RedBird Ibrahimovic sono filati via, con San Siro ancora pieno. Zlatan è stato scortato al parcheggio interno dalla sicurezza, con attorno molti tifosi che lo insultavano. Anche lui è stato oggetto della contestazione degli ultrà, sia prima sia dopo la gara con il Cagliari. Il ds Tare ha lasciato il Meazza poco dopo. È rimasto solo Allegri, con lui il membro del Cda milanista Calvelli e l’ad Furlani, un dirigente con la valigia in mano. È stato lui l’unico elemento della società ad andare negli spogliatoi a parlare con la squadra dopo il disastro (finanziario oltre che sportivo).

Allegri: “Va valutata tutta l’annata”

Max ha riordinato le idee e poi è andato nella pancia di San Siro, a incontrare la stampa. “Io più fuori dal Milan dopo questo risultato? Ora sono dispiaciuto, arrabbiato, dopo che avevamo rimesso in piedi tutto con il Genoa. A malincuore, con grande amarezza, bisogna accettarlo". Presto andrà fatto un bilancio della stagione: “Bisogna valutare tutta l'annata per come è stata, i ragazzi ce l'hanno messa tutta. Abbiamo sbagliato, ho sbagliato in queste sei sconfitte. Il risultato a fine anno è normale che faccia pendere la valutazione da una parte ma penso che dovremo essere molto lucidi per tirare le somme alla fine". Non farà un passo indietro, sarà il club a decidere sul suo futuro.

Dopo la conferenza stampa Allegri è rientrato negli spogliatoi. Si è fermato lì a confrontarsi con due giocatori, due leader del gruppo: Gabbia e Rabiot. Ha lasciato San Siro tardissimo, scuotendo la testa. Amareggiato, deluso. La sensazione: di più non si poteva fare con la rosa a sua disposizione.

Le scelte di Cardinale

Poche ore prima a pranzo Cardinale aveva incontrato in un hotel del centro di Milano Ibra, Calvelli e Montini, il capo della comunicazione. Un gruppetto a cui poi si era aggiunto il dt Moncada. Faranno parte del Milan che verrà? Intanto Zlatan presto andrà in America per commentare i Mondiali per Fox. Tutti in discussione, con Calvelli uomo forte chiamato con Cardinale (che resterà almeno un giorno a Milano) a decidere quale strada prendere. Saranno giorni intensi.