LONDRA – Da Croydon, quartiere nel sud di Londra sede del Crystal Palace — il cui nome deriva dal palazzo di cristallo creato per l’Expo del 1851 — ogni mezz’ora parte un treno per Victoria Station. Da Croydon, passando per Victoria Station senza fermata, per la Fiorentina stasera, ore 21, parte un treno verso Lipsia, sede della finale di Conference il prossimo 27 maggio. Per un sogno trofeo nell’anno del centenario da coltivare, alimentare, superando l’ostacolo più importante e difficoltoso di tutte e quattro le edizioni, appunto il Crystal Palace. Quattordicesimo in Premier ma vittorioso in Fa Cup l’anno scorso contro il Manchester City e nel community Shield, la supercoppa inglese, a inizio stagione con il Liverpool e con un fatturato monstre, di quelli che testimoniano la sperequazione di risorse tra Premier e il nostro campionato. A Selhurst Park, la casa degli Eagles, incastonata tra le case di un quartiere multietnico nel pieno stile londinese, dove le abitazioni con il tetto a schiera si uniscono a una mini city e a qualche grattacielo, i viola hanno l’imperativo di tenere viva la qualificazione in vista del ritorno al Franchi, mettendo in difficoltà una squadra che nelle coppe dà il meglio di sé e un allenatore, Glasner, prossimo a salutare in estate il Palace ma già protagonista di un pezzo di storia del club con due trofei vinti in pochi mesi. Vanoli alle prese con gli infortuni Un’impresa non da poco, considerando che alla vigilia la Fiorentina ha perso diversi pezzi pregiati, a partire da Kean, passando per Solomon, Fortini e Parisi. Tutti infortunati e fuori dai convocati, indisponibili al pari di Rugani, Brescianini e Lezzerini fuori dalla lista Uefa. Assenze pesanti, ognuna per un motivo proprio, in cui spicca però quella del centravanti: Moise continua ad avere fastidio alla tibia e nonostante i tentativi nei giorni scorsi già prima dell’allenamento di rifinitura è arrivato il forfait: con l’indisponibilità di stasera Kean salterà il 40% delle partite stagionali della Fiorentina per infortunio, quasi la metà. Per la delusione di Vanoli e di tanti tifosi, che sui social hanno manifestato tutto il loro dissenso per la nuova assenza di Moise proprio in una delle partite più importanti dell’anno. Condizionanti anche le assenze di Solomon e Parisi che priveranno Vanoli degli esterni titolari del suo 4-3-3, lasciando poche opportunità anche in panchina per cambiare in corso d’opera la partita. Per l’israeliano lo stop di più di un mese fa con lo Jagiellonia è più lungo del previsto — due sabato fa nell’allenamento a porte aperte al Viola Park era regolarmente in gruppo — mentre per Parisi la botta presa nella partita con l’Inter pre sosta è stata più dura da assorbire di quello che si poteva immaginare. La qualità di Fagioli e Gudmundsson La formazione quindi è quasi obbligata e fatta, con pochi dubbi, uno solo, a centrocampo, dove Mandragora è in vantaggio su Fabbian per comporre il terzetto insieme a Fagioli e Ndour. Poi De Gea in porta, Dodo, Pongracic, Ranieri e Gosens in difesa, Piccoli con Harrison e Gudmundsson davanti. A gara in corso Fabbian, Fazzini, Comuzzo e tanti Primavera. Nonostante le assenze servirà una prova diversa per atteggiamento e qualità rispetto a Verona, con un approccio da non sbagliare e una condizione fisico mentale da tenere alta per tutta la partita. Lo stadio sarà pieno, con 25mila spettatori pronti a trascinare il Crystal Palace verso il punto più alto della propria storia europea. Gli Eagles si sentono favoriti, non giocano una partita ufficiale da quasi tre settimane, dagli ottavi di ritorno di Conference League contro l’Aek Larnaca e in queste settimane Glasner ha recuperato giocatori importanti, Mateta su tutti, studiando a fondo la Fiorentina, anche dal vivo, sabato scorso a Verona. Gli inglesi prepareranno una partita di attacco, senza però snaturarsi per lasciare ai viola i pericolosi contropiedi. Ci saranno 1.500 tifosi viola Vanoli si affiderà a Gudmundsson e Fagioli, squalificati lunedì con la Lazio in campionato, per sfruttare le proprie occasioni, tenere aperto il confronto in vista del ritorno e continuare a sognare. Ad accompagnare la Fiorentina ci saranno 1500 tifosi arrivati da Firenze, dall’Italia, dai vari viola club in giro per l’Europa e da Londra, dove il viola club Londra non si è fatto sfuggire l’occasione di seguire i propri beniamini in casa. Chi non sarà nel settore ospiti siederà in tribuna e nelle altre parti dello stadio. Per una trasferta che profuma, dopo tanto girovagare per l’Europa anche in posti sperduti e periferici, di calcio vero, di palcoscenici più importanti della Conference e di un passato glorioso. L’ultima volta che la Fiorentina giocò a Londra, dieci anni fa con il Tottenham, era Europa League. La stessa competizione da conquistare vincendo la Conference.