Milano - La storia dispensa spesso consigli utili. Eppure, quando si tratta di Nazionale, nessuno sembra volerne tenere conto. Per la terza volta di seguito l’Italia non parteciperà al Mondiale, ma ai reduci dalla disfatta in Bosnia sarà permesso di andare allegramente in vacanza e di schivare gli ultimi due appuntamenti stagionali in Lussemburgo e in Grecia: al loro posto verrà schierata una squadra sperimentale. La storia insegna che l’Italia vicecampione d’Europa uscì nel 2013 dalla prima fascia del sorteggio per il Mondiale brasiliano, l’ultimo che abbia giocato, perché era incespicata nel pareggio con l’Armenia durante le qualificazioni, nella sconfitta in amichevole con l’Argentina e perfino in una vittoria: il 4-0 con San Marino non valeva punti per la debolezza dell’avversaria incautamente scelta come sparring partner.

Tutto è cominciato pareggiando con l’Armenia

Risultato: in Brasile agli azzurri toccò il girone fatale con Inghilterra, seppur battuta, Uruguay e Costarica. Oggi che il ranking Fifa è diventato sempre più importante, alla vigilia del Mondiale americano cui la Nazionale assente pagherà un ovvio tributo in termini di posizioni perdute, le due amichevoli del 3 e del 7 giugno, che dovevano essere prove tecniche in vista del ritorno nel torneo sospirato, si sono trasformate in trappole, perché due vittorie con Lussemburgo (98° in classifica) e Grecia (47a) non frutterebbero granché all’Italia (12a), mentre eventuali scivoloni sarebbero pericolosi: il 21° posto del 2018, dopo il mancato viaggio in Russia, è lo scomodo precedente, il peggiore piazzamento della storia. I reduci di Zenica quasi tutti in vacanza Converrebbe dunque affrontare le trasferte in Lussemburgo e a Creta con la formazione migliore o quanto meno con un mix tra veterani in penitenza e giovani desiderosi di mettersi in mostra. Invece i primi hanno già dimenticato Zenica e prenotato le ferie: dopo avere festeggiato i successi locali in campionato e in Coppa Italia, che stridono assai con le figuracce internazionali vissute anche coi club, lasciano alle reclute la vetrina ma pure tutti i rischi del caso. Il solo Donnarumma, capitano particolarmente scosso dalla mancata qualificazione, non si sottrae alla consapevolezza di dovere espiare la colpa e di doversi assumere il ruolo di guida degli imberbi compagni, tra i quali spiccano tre presenti nel doloroso viaggio bosniaco: Pio Esposito, Palestra e Pisilli. Silvio Baldini, ct ad interim che ha raccolto il testimone di Rino Gattuso immolato all’abbandono da un movimento in perenne autoassoluzione, ha spiegato come un gruppo di talenti potenziali da valutare sul campo sia preferibile a una compagnia di svogliati presunti campioni con la testa al mare. La speranza è ripercorrere i fasti di Vicini Può darsi che abbia ragione e può darsi che i giovani promossi dalle Under, adeguatamente stimolati, vincano queste due partite scivolose e comincino a costruirsi un futuro azzurro, come capitò nel 1986 alla generazione dell’Under 21 di Azeglio Vicini, quella certamente formidabile con Vialli, Mancini, Donadoni & C. Di sicuro, nei giorni in cui a Parma la Lega di serie A celebrerà se stessa ed entrerà nel vivo la campagna per l’elezione del successore di Gabriele Gravina al vertice della Figc con annesso sprint per la panchina del nuovo commissario tecnico, resterà fortissima una sensazione: che la Nazionale venga sempre dopo tutto e che non sia mai la priorità per nessuno.