Umberto Calcagno, ex calciatore (Samp), avvocato, presidente del sindacato calciatori (Aic), ha le idee chiare ma è anche molto realista.“Serve-ha spiegato- una modifica della legge Melandri che decuplichi quell’uno per cento dei ricavi dei diritti tv destinati a chi impiega giovani italiani in Serie A e B. Solo così si può davvero aiutare la Nazionale”. Insomma, si tratterebbe di oltre 100 milioni da dividere fra chi impiega giovani italiani, il 10 per cento dei circa 1300 milioni dei diritti tv. “Non potendo imporre l’impiego di calciatori italiani, bisogna incentivarlo” sostiene il n.1 del sindacato (ha preso il posto di Damiano Tommasi) e suggerisce anche una norma “che preveda sgravi fiscali per quelle società che scelgono giovani che potenzialmente possono essere convocati nelle nazionali azzurre”. Un tentativo dopo il flop mondiale. L'appello è rivolto al governo. Il ministro dello sport è al lavoro da tempo per una modifica della legge Melandri ma non è per niente facile, soprattutto adesso che ci si avvia verso le elezioni politiche del prossimo anno. E poi come la prenderebbero i club? Già adesso la serie A contribuisce con 120 milioni circa di solidarietà alle altre Leghe, soldi che vengono appunto dai diritti tv. Ora, anche gli incentivi per chi fa giocare i giovani italiani.... Qualche club medio piccolo (forse) potrebbe anche essere d'accordo, ma chi ha solo o quasi stranieri potrebbe essere poco interessato (ad esempio Como, Udinese, Milan, Inter, Roma). Lì gli italiani sono sempre più una minoranza. Lunedì la Lega di A si riunisce in assemblea, non si sa se si parlerà anche di questo argomento, magari solo in maniera informale. Si parlerà invece su chi sostenere alla corsa per la presidenza della Figc. Moltissimi club di spicco sono con Giovanni Malagò: bisognerà vedere che farà il fronte di Lotito, contrarissimo a questa candidatura. Malagò sta raccogliendo consensi importanti anche fra calciatori e allenatori. Si punta ad una candidatura unitaria. In ballo resta anche Giancarlo Abete, conosciuto e stimato. Bisognerà decidere in fretta per evitare lo spettro del commissariamento della Figc che Buonfiglio e il mondo del calcio non vogliono (ma Abodi sì).
