MILANO – Bernardeschi, Berardi e Zaniolo fuori, Chiesa dentro. Ecco la grande sorpresa della lista dei convocati della Nazionale per i play-off che portano al Mondiale. C’era un solo seggio vacante nella testa di Gattuso, quello riservato a un esterno d’attacco, un jolly da usare a gara in corso. Le ipotesi portavano a Maldini, Orsolini, Bernardeschi. Più nascosto Chiesa, su cui alla fine è ricaduta la scelta del ct. Perché per le due (si spera) partite che potrebbero portare l’Italia in America Gattuso ha puntato su un giocatore finito da tempo ai margini al Liverpool? Andiamo con ordine.

Perché è stato scelto Chiesa

Chiesa è stato convocato perché ritenuto ancora una risorsa, uno in grado di sparigliare il mazzo: strappi, colpi, quella capacità di accendersi in un attimo. Potenzialmente un fuoriclasse, capace di spaccare le partite subentrando dalla panchina. Un ruolo che Federico ha compreso e accettato, quasi chiesto per non avere addosso troppe pressioni. Manca in Nazionale dagli Europei del 2024, ci torna dopo un paio di stagioni anonime al Liverpool. In Inghilterra la stampa lo chiama The forgotten man, l’uomo dimenticato, per le ore trascorse nascosto in panchina. In stagione ha giocato da titolare tre partite, due nelle coppe e una in Premier League: ha messo insieme 661 minuti in 31 presenze, circa venti a gara quando è stato impiegato. Pochissimo.

Chiesa e il sì al ct Gattuso

Rino però crede in lui: è convinto che, senza pressione, possa incidere e fare la differenza da subentrato. In più, seppur con minutaggio limitato, è nelle rotazioni di una squadra come il Liverpool, gioca nella rapida e intensa Premier League. Lo aveva chiamato già tre volte, ma Chiesa aveva declinato, non si sentiva pronto. Stavolta non si è tirato indietro.

I motivi dell’esclusione di Bernardeschi

Lui ritenuto più funzionale degli esclusi eccellenti. Su tutti Bernardeschi, l'italiano più prolifico nella magra campagna europea di quest'anno: ha segnato 5 gol in 11 partite in Europa League, due nella doppia sfida alla Roma. Al Bologna è letteralmente rinato, ma Gattuso ha preferito lasciarlo a casa. Perché? Per non alterare gli equilibri dello spogliatoio, innanzitutto. Bernardeschi è ormai un veterano (pur avendo 32 anni), tra i titolari della Nazionale campione d’Europa 2021, uno con una forte personalità, che si fa sentire con i compagni. Il rischio era che diventasse ingombrante nello spogliatoio, relegato a un ruolo da jolly. L’Italia, infatti, giocherà con il 3-5-2, un sistema nel quale Federico non avrebbe una reale collocazione. Sarebbe stato convocato quindi solo per essere utilizzato quando necessario a gara in corso, con annesso cambio modulo( 4-4-2, 4-2-3-1 o 4-3-3). Ultimo fattore, hanno avuto un peso nella scelta del ct anche i tre anni e mezzo passati in esilio a Toronto, in Canada, lontano dal calcio europeo. Troppi.

Perché non sono stati chiamati Berardi e Zaniolo

Per il no a Berardi, un altro elemento cardine della squadra campione nel 2021, hanno inciso l’infortunio al flessore della gamba destra che lo ha tenuto a margine per due mesi da dicembre a fine gennaio e la recente stagione passata sui campi della serie B. Pur considerandolo tecnicamente tra i migliori, Gattuso ha ritenuto che il capitano del Sassuolo non avesse il ritmo per giocare una gara internazionale. Non più, non adesso. Ha avuto qualche possibilità in più Zaniolo, che sta vivendo un’annata da protagonista a Udine. Sembrava far parte del passato, invece all’Udinese Nicolò è rinato: 6 gol e 6 assist tra campionato e Coppa Italia e una costanza per lui rara. Gattuso ci ha pensato, Zaniolo è stato con Maldini e Orsolini la vera alternativa a Chiesa. Ha prevalso il no un po’ per il timore di inserire un carattere così forte nel gruppo, un po’ per una preferenza soggettiva verso Chiesa, considerato capace di fare la differenza partendo dalla panchina. E magari in grado di replicare le magie di un tempo.