Torino – Una follia chiamata derby. Gli incidenti di ieri pomeriggio fuori dallo stadio Grande Torino si riassumono in numeri assurdi per una domenica di calcio: quattro agenti leggermente feriti e un tifoso bianconero di 36 anni, appartenente al gruppo ultras dei Viking, ricoverato prima al Mauriziano e poi al Cto dov’è giunto con un grave trauma cranico tanto da essere operato in serata. È in terapia intensiva.

La furia ultrà esplosa improvvisamente

Dopo anni di stracittadine tranquille, quasi pacifiche, ieri la furia ultrà fra Toro e Juventus è esplosa in tutta la sua violenza. Come accadeva negli anni Settanta e Ottanta, quando però alla base degli scontri c’erano ragioni di carattere sociale e politico che travalicavano gli aspetti puramente calcistici. Che ieri la tensione fosse alle stelle era chiarissimo da tempo e davvero a tutti: le inquietudini degli ultimi giorni, le polemiche fra le due società per la vicenda paradossale del “dress code” fino agli inseguimenti notturni in giro per la città nella notte fra sabato e domenica. Alcuni gruppi organizzati, piuttosto numerosi sia sul fronte granata che su quello bianconero, si erano cercati a lungo in giro per la città, ma il lavoro di prevenzione della Digos aveva impedito il contatto. Tutto rimandato al pomeriggio di ieri, quando le prime bombe carta erano esplose nei dintorni dello stadio subito dopo l’ora di pranzo.

Una domenica di scontri

La domenica degli scontri è infatti cominciata piuttosto presto e gli incidenti si sono concentrati nella zona alle spalle dello stadio Grande Torino, nelle vicinanze dell’ingresso del settore ospiti. Ma se il popolo granata si era autoconvocato per le 17 davanti allo stadio Filadelfia, il cuore degli incidenti è avvenuto poco più su, in piazzale San Gabriele da Gorizia, proprio all’intersezione di corso Galileo Ferraris con via Filadelfia. Ossia lo slargo che si trova a pochi metri dall’accesso del settore ospiti e che da giorni era “attenzionato” anche dalle forze dell’ordine. Non è un caso se verso le 16,45 gli avamposti del tifo caldo bianconero erano già in postazione, di fronte all’ex sede dei “Poveri vecchi” che da qualche anno ospita la facoltà di Economia, cinquanta metri dallo slargo. Erano alcune centinaia, gli ultras juventini che si erano invece radunati nei pressi di piazza San Gabriele da Gorizia, appartenenti ai gruppi Tradizione e Drughi. Una tensione in crescendo La violenza è esplosa quando i tifosi caldi del Toro sono arrivati in zona: una prima scaramuccia dei tifosi della Juve che hanno attaccato i granata all’imbocco di via Filadelfia, con il pronto intervento della Polizia che ha respinto i più violenti utilizzando anche i lacrimogeni. Ma la tensione non si è stemperata, tutt’altro; tant’è vero che quando il popolo granata si è messo in marcia per attraversare la piazza e raggiungere la curva Maratona, che si trova dalla parte di piazza d’Armi, la violenza è esplosa di nuovo con ripetuti lanci di bombe carta, bottiglie, sassi e l’aria irrespirabile per il fumo dei fumogeni lanciati da una parte e la risposta dei lacrimogeni dall’altra. Episodi condannati dal sindaco Stefano Lo Russo: «Desidero esprimere solidarietà agli agenti rimasti feriti. Aggressioni, danneggiamenti e violenze sono atti criminali e come tali vanno perseguiti e condannati, impedendo a chi li commette di frequentare gli stadi». Quaranta minuti di scontri Sono stati lunghi minuti di tensione e soltanto l’intervento delle forze dell’ordine ha potuto disperdere le due fazioni, alcuni tifosi sono stati fermati. In totale, gli scontri sono durati una quarantina di minuti, dalle 17,10 fino alle 17,50 quando i due gruppi si sono divisi e hanno ripreso le rispettive strade: verso la curva Maratona, la gente del Toro, verso il settore ospiti, il popolo bianconero che a quel punto è stato subito fatto entrare allo stadio. D’altra parte, in settimana da più parti erano stati sollevati parecchi dubbi sull’opportunità di giocare un match delicato come il derby in orario serale, proprio per motivi di ordine pubblico. Alla fine però si era deciso per le 20,45 per garantire la contemporaneità con le altre partite delle squadre che, come la Juve, erano interessate nella corsa Champions.