Il traguardo della Champions è a portata di mano e il Napoli può tagliarlo già lunedì, nel posticipo al Maradona (20.45) col Bologna. Il pari di Como ha infatti permesso agli azzurri di lasciarsi alle spalle l’ultimo ostacolo, archiviando comunque con un sorriso il week end in cui lo scudetto è passato sulle maglie dell’Inter. Ma la squadra di Antonio Conte ha difeso il suo titolo in maniera degna quasi fino alla fine del campionato e negli ultimi 270’ si appresta a mettere le mani sul secondo posto, gestendo il +3 sul Milan crollato con il Sassuolo.
I risultati la risposte alle critiche sl gioco
L’obiettivo più importante era però la conferma nell’Europa che conta e per questo non c’è bisogno di aspettare fine maggio per tirare le somme, visto che per far quadrare il bilancio mancano solo 3 punti. Si spiega così la soddisfazione del tecnico leccese, che si è complimentato coi giocatori al rientro dalla Lombardia e si è guadagnato il diritto di gonfiare il petto per il piazzamento bis della sua squadra sul podio, sulla scia del tricolore di un anno fa. La continuità ad alti livelli è garantita e in bacheca c’è la Supercoppa. I risultati sono la risposta alle critiche sulla qualità del gioco. De Laurentiis soddisfatto di Conte Lo sa meglio di tutti Aurelio De Laurentiis, che era affondato nel 2023 dopo la sbornia per il primo scudetto della sua gestione: crollo dalla vetta al decimo posto. Vincere è difficile, ma confermarsi può esserlo di più. Per questo il presidente non ha dubbi sull’efficacia del lavoro svolto da Conte, al netto della prematura eliminazione a gennaio dalla Champions. I due ne parleranno nel vertice di fine stagione, in cui dovranno essere analizzati pure gli errori sul mercato. Gli acquisti sbagliati Qualche acquisto l’ha sbagliato il club (in primis quelli di De Bruyne e Lang, due idee del ds Giovanni Manna), per Lucca e Beukema c’è stata invece la corresponsabilità dell’allenatore. Ma c’era la necessità di rimpolpare anche numericamente l’organico ed era quasi fisiologico che non tutte le ciambelle venissero col buco, con 11 nuovi arrivati. Restano però di più i rinforzi che si sono mostrati all’altezza: Hojlund, Gutierrez, Milinkovic, Elmas e Alisson. In sospeso il giudizio su Marianucci e Giovane. C’è poi Vergara: il fiore sbocciato nell’emergenza. È un’alternativa in più aggiunta a costo zero, da sommare al conto. Il monte ingaggi da tagliare Si può quindi già ipotizzare che il vertice tra De Laurentiis e Conte sarà sereno, con problemi non insormontabili da risolvere. Il taglio del monte ingaggi è un traguardo facile da raggiungere, sistemando altrove Lukaku e De Bruyne (25 milioni lordi in meno). Relative anche le complicazioni legate al mercato, con un altro paio di big in uscita (Meret e almeno uno tra Lobotka e Anguissa) e qualche offerta già arrivata per Beukema e Lucca. Ci sarà un tesoretto da investire, al di là dei milioni della Champions. E non ci sarà bisogno questa volta di una rivoluzione, ma solo di acquisti mirati: due difensori, due centrocampisti e una punta. Il tema infortuni Restano le altre problematiche e si vedrà che peso avranno. Per De Laurentiis sarà importante capire la genesi dei troppi infortuni. Conte è invece insoddisfatto per le critiche, a tratti feroci, che gli sono state mosse dall’interno - il cosiddetto fuoco amico - complice la mancanza di un scudo mediatico da parte del club. Le divergenze sulla comunicazione sono la concausa dei malesseri di Castel Volturno, dove il clima non è idilliaco. Ma nemmeno questo è un ostacolo insormontabile, perché il rapporto tra panchina e spogliatoio è solido ed è questo che conta. L’emergenza ha infatti unito allenatore e giocatori, al netto di pochi scontenti. La goleada alla Cremonese e la resilienza di Como sono in tal senso due facce della stessa medaglia: la squadra crede nella continuità. Con Conte si arriva primi o secondi.
