Roma – Quando a due minuti dalla fine di una partita che stai perdendo 3-2 e che non puoi assolutamente perdere fai entrare in campo un difensore (Gatti), un motivo ci dovrà pur essere. Che poi è un po’ lo stesso per cui a mezz’ora dalla fine, sotto 2-1, togli il centravanti (David) per metter dentro un esterno d’attacco (Boga). Le ha assolutamente indovinate, le sostituzioni, Luciano Spalletti, nell’Olimpico giallorosso che lo ha prima amato e poi no, decisamente, no. La genialata del tecnico juventino al 43’ della ripresa. Fuori Cambiaso per Openda, un difensore per un attaccante e fin qui ci sta, se devi rimontare.

Gatti entra per fare il centravanti

Ma fuori anche Bremer, lo stopper più forte in rosa, per Gatti, che gioca nello stesso ruolo ma che è entrato per fare altro: il centravanti. Così bravo da farsi trovare pronto in area, cinque minuti dopo il suo ingresso, sulla palla maldestramente deviata da Ndicka: gran destro da pochi metri per il pareggio che permette alla Juventus di rimanere aggrappata al treno Champions: «Non me ne sono neanche reso conto — dice Gatti — ero sul filo del fuorigioco. È un gol importantissimo, ci tiene lì attaccati, mancano ancora 11 partite e siamo lì».

Quella rovesciata a Villarreal

Gatti, sempre lui, aveva segnato uno dei tre gol che mercoledì avevano portato la Juve ai supplementari della sfida con il Galatasaray, poi persa nell’extra time. E anche allora era stata una rete da centravanti, un tap-in sulla respinta del portiere. Sono quattro finora i suoi gol in questa stagione. Il più bello in Champions, il primo ottobre con il Villarreal: una rovesciata alla Cristiano Ronaldo. Il più importante ieri, quando ha conquistato il premio di migliore in campo della Lega di A, giocando appena sei minuti. Un po’ come Anthony Hopkins, che vinse l’Oscar come miglior attore protagonista per Il silenzio degli innocenti pur rimanendo in scena 16 minuti. Spalletti da Oscar Ma l’Oscar di Roma-Juve lo merita Spalletti. Sul 2-1 per la Roma, al 18’ della ripresa, ha tolto David (che di gol in stagione ne ha segnati 5...) per inserire un esterno d’attacco come Boga, che un quarto d’ora dopo lo ha ricompensato con la rete del momentaneo 2-3: «L’ho messo dentro — ha spiegato l’ex ct — perché ha intuizioni e qualità per creare dal nulla. Come Yildiz, che ha fatto una partita splendida». Spalletti consapevole che «sui loro gol siamo stati ingenui» ma soddisfatto «perché venivamo dalla delusione di Champions ed eravamo due gol sotto: una montagna da scalare per una squadra che si è trovata in inferiorità numerica in tre delle ultime cinque partite». Il quarto posto è lontano 4 punti ma — dice Spalletti — «io vivo per quel quarto posto. E, al di là dei risultati, vedo quanto siamo cresciuti sotto tutti gli aspetti. Faremo un gran finale di campionato».