Torino – Una cena per conoscersi, una notte per riflettere su una decisione che pare già scritta. Roberto D’Aversa sarà il nuovo allenatore del Torino, il traghettatore chiamato a salvare il salvabile; prenderà il posto di Marco Baroni, esonerato dai risultati prim’ancora che dalla volontà di Urbano Cairo. È il film andato in scena ieri, nel giro di dodici ore fra il pranzo indigesto di Marassi e la cena milanese per provare a dare una svolta positiva ad una situazione insostenibile. Il tutto, ovviamente, salvo sorprese nell’ultima scena; il che, quando si tratta di un copione dalle tinte granata, non è mai da escludere a priori.
Baroni praticamente al capolinea
La burrasca del Toro è sopraggiunta in un pomeriggio ligure di mare mansueto: perché proprio nel giorno in cui Daniele De Rossi si gode la sua creatura rossoblù finalmente fuori dai turbinii della zona retrocessione, nella bufera ci è finito Baroni che a Marassi dovrebbe aver chiuso la sua complicata parentesi da allenatore granata. Un’avventura iniziata fra i colpi di grancassa di chi aveva avuto la sventatezza di sognare l’accesso in Europa con una squadra mal rabberciata in estate, e che invece si è fatta via via sempre più complicata. Con il passare delle settimane, Baroni si è però ritrovato ad avere due scudi inaspettati: oltre alla “protezione” di Cairo, c’era anche la penuria di alternative considerate all’altezza. E così, per evitare salti nel vuoto, Baroni ha sempre salvato la pelle, fino al precipizio delle ultime settimane. La squadra non reagisce più ai comandi In numeri e statistiche, oltre ad una classifica da allarme rosso, saltano all’occhio i 47 gol incassati in 26 partite; eppure il senso di impotenza che trasmette una squadra spenta è ancora peggio delle cifre. Perché da un mese a questa parte, in particolare dopo lo 0-6 di Como, la squadra non risponde più ai comandi, ha smarrito l’orientamento, non sa più reagire. Ecco perché il 3-0 firmato Norton-Cuffy, Ekuban e Messias evidenzia le lacune ma non mette in luce le cause della crisi. Che invece sottolinea Niko Vlasic: «Dobbiamo svegliarci perché la situazione è difficile — dice con onestà il capitano di giornata — c’è ancora tempo ma dobbiamo dare tutti di più. Altrimenti…». Già, altrimenti la serie B incombe. Cairo, contestazione a oltranza E nel frattempo i tifosi non mollano: la protesta nei confronti di Cairo — contestato ieri anche dallo stadio rossoblù — andrà avanti a oltranza. La curva Maratona resta vuota, mentre il popolo granata si sposta in massa per le trasferte. Ieri a Marassi erano 1500: è saltato però il confronto con la squadra. Se ne riparlerà nei prossimi giorni, all’arrivo del tedesco-pescarese Roberto D’Aversa, il 18° allenatore della gestione Cairo. Anche se, in totale, la nuova rivoluzione tecnica rappresenterà il 23° cambio in panchina operato in vent’anni.
