Ultima chiamata per qualificarsi: Inter già sicura, Napoli quasi. Restano due posti per 4 squadre. Il Milan arriva stanchissimo ma il traguardo non è lontano, la vera corsa è tra Juventus, Roma e Como. La spunterà chi vincerà tutte e tre le gare che restano, 7 punti potrebbero non bastare.
Milan, attacco in crisi. Si cambia: fuori Leao, c’è Gimenez
I numeri non mentono. E assicurano al Milan la pole nella corsa alla Champions. La squadra di Allegri si affida all’aritmetica e a un buon calendario per allontanare i cattivi pensieri. Sono due i vantaggi nel confronto con Juve, Roma e Como. Il primo: i 67 punti in classifica, 3 in più di Gasperini quinto. Poi gli scontri diretti: in caso di arrivo alla pari, il Diavolo sarebbe dietro solo alla Juve (per la differenza reti, il margine dei bianconeri è di 9 gol). Pure con le classifiche avulse a tre il Milan sarebbe sempre dentro i due posti disponibili. Il calendario è favorevole: domani a San Siro, dove è prevista una contestazione dei tifosi contro l’ad Furlani, arriva un’Atalanta in difficoltà. Poi le sfide con Genoa e Cagliari, già salve. Le cattive notizie parlano di quattro sconfitte e 7 punti nelle ultime sette partite e una fatica bestiale a fare gol: solo uno nelle ultime cinque gare, 16 nel girone di ritorno. Gli attaccanti non segnano più, domani pronta una mini-rivoluzione: fuori Leao, dentro Gimenez con Pulisic. Per la Champions bastano sei punti: sarà bene farli subito.
Juve, a Lecce titolare Vlahovic: antidoto contro la paura
La Juve chiede a Vlahovic i gol che ultimamente non ha saputo fare: stasera a Lecce, il serbo tornerà titolare dopo 160 giorni e a una settimana dalla rete che ha fissato l’1-1 con il Verona, risultato che ha rimesso in discussione l’intera annata bianconera. Spalletti ha lavorato soprattutto sull’aspetto mentale, temendo che ai suoi venga il braccino: «Quel pareggio ci ha fatto male, ma dal dolore deve emergere una forza che prima non avevi. Non bisogna giocare con paura travestita da prudenza, ma con il coraggio di rischiare. Sono soddisfatto della squadra, ma ogni tanto ci siamo persi i momenti che fanno la differenza. Però sarebbe un errore dare la colpa alla sfortuna». A Spalletti non garbano le innumerevoli voci di mercato attorno alla squadra: «Se arrivassero tutti quelli di cui si parla dovremmo affittare un bus a due piani. In realtà molti dei giocatori di questa rosa resteranno anche l’anno prossimo, quindi devono essere convinti di far parte del futuro».
Roma, Malen è l’uomo in più. Ma gli scontri diretti... L’uomo che ha cambiato tutto. Nonostante le liti interne e la rottura con Ranieri, la Roma lotta per la Champions grazie al miglior acquisto dell’anno: Donyell Malen, 11 gol in 15 partite. Contro la Fiorentina non ha segnato ma è stato il protagonista assoluto con due traverse e un assist: la Roma può contare su un attaccante che le avversarie non hanno. La ritrovata solidità difensiva, che le aveva permesso chiudere il 2025 con appena 21 gol subiti, restituisce certezze. Dopo il 5-2 incassato contro l’Inter, la squadra di Gasperini ha infilato tre vittorie e un pareggio e ha segnato 10 gol, subendone uno. Numeri che parlano: la Roma sta bene. Ma ci sono solo tre partite, due in trasferta (a Parma e Verona), e una in casa (il derby con la Lazio), e recuperare 2 punti alla Juve e 4 al Milan – con entrambe la Roma è in svantaggio negli scontri diretti – è un’impresa che non può fare da sola. Deve essere perfetta e sperare negli errori delle altre: festeggerà chi sarà stato meno imperfetto.
Como, mini vacanza per rialzarsi e calendario alleato
Il volto della corsa del Como verso l’Europa è quello di Maximo Perrone. Si è rotto il naso nello scontro con De Bruyne, ma ha deciso di esserci. Domani nel match di pranzo a Verona indosserà una maschera protettiva. Insieme a Nico Paz e Diao, ha trascorso a Corfù i tre giorni liberi concessi da Fabregas , una strategia per allentare la tensione. «Per parlare di Europa ci manca un pezzettino», dice l’allenatore. Per la Conference bastano due punti fra la sfida con l’Hellas già retrocesso (non ci sarà Ramon, qualificato), la gara col Parma di settimana prossima e l’ultima a Cremona. Ma l’obiettivo è farne nove, per tenere vivo il sogno Champions. Intanto, sul lago si tifa Inter in finale di Coppa Italia, nella speranza che anche il sesto posto garantisca l’accesso all’Europa League. Per ora, il club ha indicato alla Uefa come stadio di casa il Mapei Stadium, ma i lavori per adattare il Sinigaglia saranno fatti in tempi record.
