Non bisogna stuzzicare a Spalletti il nervo del rimpianto, perché poi rimugina pensieri che invece metterebbe volentieri da parte. A chiedergli, dunque, come sarebbe andata se Vlahovic ci fosse stato sempre, e non solamente per un quarto del tempo intero, gli si fa quasi un dispetto, perché poi gli tocca rivangare: "Quando la Juve mi ha chiamato, nell'autunno scorso, ho chiesto una sola cosa: un centravanti fisico. Poi non si è riusciti a comprarlo, ma io non faccio il mercato, lo fanno gli altri".

Spalletti e i rimpianti per Mateta

Avrebbe dovuto essere Mateta, l'attaccante che Spalletti voleva, ma a gennaio la società ha girato a vuoto attorno ai nomi di almeno 4 o 5 numeri 9 con certe caratteristiche. Vlahovic a quel punto è diventato una necessità, cui d'altronde Lucio aveva fatto ricorso anche prima che il serbo s'infortunasse, a fine novembre. Poi lo ha aspettato, ha lavorato affinché Dusan e la società ricucissero i rapporti e riprendessero a pensare a un futuro in comune, ha fatto capire come non si possa essere competitivi senza un centravanti con quelle caratteristiche e soprattutto con quella cattiveria. "L'assenza di Vlahovic l'abbiamo sofferta come il pane perché è un calciatore che ha caratteristiche diverse. Non si può giocare al calcio senza uno che abbia queste qualità precise: c’è chi sa far tutto, c’è chi è specialista come lui. In una squadra che deve essere vincente ci vuole il terminale fisico, ci vuole il terminale forte, che regga il duello, che faccia qualche gol. Anche David fa gol, però il duello fisico lo soffre".

Vlahovic ha gli stessi gol di David

Giocando meno della metà (1010' contro 2031'), Vlahovic ha fatto gli stessi gol di David, otto. Con Openda (2) non c'è paragone. In più, Spalletti ammette che il serbo ha quella "faccetta di c…" che alle due ideone dell'ultimo mercato manca e sempre mancherà, e che Lucio pretende: gli servono attaccanti così, il suo modello di riferimento è Osimhen.

Vlahovic, pregi e difetti

Poi, certo, l'ex ct sa che Vlahovic ha anche tanti difetti, che in questi anni juventini tutto sommato non all'altezza delle aspettative, specialmente in rapporto all'enorme quantità di denaro investito, non sono mai stati tenuti nascosti: anche a Lecce ha sbagliato per precipitazione e inaccuratezza tecnica due gol che avrebbe dovuto segnare, mentre la sua tendenza a cominciare l'azione in fuorigioco ha portato all'annullamento di due reti, anche se la posizione era irregolare di centimetri (ma l'inclinazione ad andare troppo spesso al di là della linea lui ce l'ha). Di sicuro in circolazione c'è di meglio, ma a costi insostenibili per la Juventus, che invece potrebbe "ricomprarsi" Vlahovic al solo costo dell'ingaggio e di un premio alla firma: sarebbe un risparmio enorme, rispetto ai 40-50 milioni, stipendio escluso, che servirebbero per un attaccante dello stesso livello, tenendo conto che vorrebbe prenderne anche un altro, ma con caratteristiche diverse, uno tipo Kolo Muani.

Juve-Vlahovic, trattativa in fase di stallo

Le trattative per il rinnovo si sono però raffreddate, anche se Vlahovic ha escluso dalle discussioni il suo procuratore storico, Ristic, che con i vertici juventini ha sempre avuto rapporti piuttosto conflittuali, e sta negoziando di persona assieme al padre Milos. La situazione è in fase di stallo: la Juve ha presentato offerte al ribasso (sei milioni di ingaggio e niente premio extra) convinta che il giocatore non abbia chissà quali alternative tecniche di livello: non risulta che ci siano squadre di prima fascia interessate a lui, anche se si è parlato spesso di Barcellona e Bayern. La sua prospettiva potrebbe essere una Premier di medio livello, mentre in Italia (il Milan è all'erta) lui ha giurato che vestirebbe solamente la maglia bianconera. Per guadagnare di più dovrebbe andare in Turchia o in Arabia Saudita, cioè alla periferia del calcio che conta. Perciò la Juve temporeggia convinta di essere l'unico club in grado di offrirgli al tempo stesso un progetto ambizioso e uno stipendio adeguato, per quanto non esagerato.

I dubbi di Vlahovic

Vlahovic, da parte sua, è ancora convinto di poter puntare (molto) in alto per cui temporeggia a sua volta. Dopo il gol di Lecce, a Dazn gli hanno chiesto se le prossime due sarebbero state le sue ultime partite con la Juventus e lui ha risposto evasivamente "Vediamo…". Conterà molto il lavoro diplomatico di Spalletti, che sta lavorando Vlahovic ai fianchi e ne ha conquistato totalmente la fiducia, tant'è che oggi il serbo mette l'allenatore al primo posto delle motivazioni per restare. Lucio aspetta e spera: "So che la società ci ha provato e lo rifarà, mi fido dei miei direttori".