BERLINO – Il Werder Brema ha annullato un viaggio negli Stati Uniti: le inaudite violenze scatenate dagli agenti anti immigrazione dell’Ice in alcune città americane hanno indotto la storica squadra della Bundesliga a cancellare due amichevoli previste a maggio a Minneapolis e Detroit. Un portavoce del Werder Brema ha detto senza mezzi termini che “giocare in una città in cui ci sono disordini e hanno sparato a dei cittadini è incompatibile con i nostri valori. In più non è chiaro quali giocatori saranno in grado di entrare negli Stati Uniti”. Viaggio negli Usa cancellato per “ragioni sportive, economiche e sociali” Le più recenti restrizioni introdotte per i visti e alle frontiere prevedono persino, per chi entra negli Stati Uniti, che la presenza degli ultimi cinque anni sui social media venga minuziosamente scandagliata per verificare che non ci siano contenuti anti trumpiani. Il portavoce della squadra della città anseatica ha confermato insomma di aver cancellato il viaggio negli Stati Uniti “per ragioni sportive, economiche e sociali”. La tradizione antirazzista del Werder Il Werder Brema è una squadra storicamente impegnata contro ogni forma di discriminazione: celebra la Giornata della memoria e ogni anno organizza un’amichevole in occasione di una “giornata antirazzista”. Una parte della tifoseria fondò vent’anni fa un gruppo antirazzista per tenere i neonazisti lontani dalle curve, “Racaille verte” (“Feccia verde”, il riferimento era al famoso insulto dell’ex presidente francese Sarkozy contro i migranti in rivolta nelle banlieue). Nel 2007 alcuni tifosi furono brutalmente assaliti da un gruppo di skinhead, ma un anno dopo un pugno di hooligan tentò di srotolare uno striscione razzista allo stadio: furono cacciati dagli spalti al grido di “nazis raus”. Da allora il Weserstadion vanta una delle rarissime curve tedesche “nazifrei”, libere dai neonazisti. E un articolo recente della Taz ha celebrato vent’anni di questo importante primato. Titolo: “utopia allo stadio”.
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Werder Brema, niente tournée negli Stati Uniti: “Non giochiamo dove sparano ai cittadini”
Tonia Mastrobuoni·

La squadra tedesca aveva programmato a maggio partite a Minneapolis e Detroit. Ora arriva il no del club, noto per le sue posizioni antirazziste