NAPOLI - Prima l'impressionante catena di infortuni, ora lo scontro frontale con la classe arbitrale, deflagrato domenica sera con la protesta formale rivolta da Aurelio De Laurentiis direttamente ai vertici del Palazzo. È la somma di due emergenze a far tremare il Napoli, già uscito dalla lotta per lo scudetto con larghissimo anticipo e costretto adesso a guardarsi anche alle spalle, con la consapevolezza di dover sgomitare fino alla per la conquista di un piazzamento in zona Champions League.
La corsa alla Champions
La sconfitta di Bergamo è costata infatti agli azzurri l'aggancio da parte della Roma sul terzo gradino del podio e a 12 giornate dal gong si sono iscritte alla volata per la qualificazione all'Europa che conta pure Como e Atalanta, per un totale di ben sei squadre racchiuse nello spazio di appena 9 punti in classifica alle spalle dell'imprendibile Inter, con solamente tre posti rimasti ancora a disposizione.
Dopo Bergamo è scattato l’allarme
Per questo bruciano di più gli errori arbitrali di Bergamo, che hanno spinto De Laurentiis a chiedere spiegazioni bussando alla porta del numero uno della Figc, Gabriele Gravina, e a quella del designatore Rocchi. Il Napoli si era già sentito penalizzato in tre partite dai direttori di gara a gennaio: con Verona, Parma e Juve. Ma il presidente aveva scelto la linea del silenzio e del profilo basso, visto che la posizione in zona Champions degli azzurri era rimasta lo stesso abbastanza salda. Tutt'altra storia invece dopo il ko con l'Atalanta, che rischia di mettere in salita la parte conclusiva e decisiva del campionato. Le durissime parole alla New Balance Arena del direttore sportivo Giovanni Manna ("È una vergogna, i torti subiti sono inspiegabili e a questo punto viene da pensare male") fanno capire che è scattato - sia pure in ritardo - l'allarme.
Il ritorno a Napoli di De Bruyne
Finora il Napoli s'era tenuto fuori dalla mischia grazie alla sua resilienza, che anche a Bergamo aveva permesso alla squadra di Conte di essere all'altezza della situazione nonostante il pienone in infermeria, con 6 big del calibro di Di Lorenzo, Neres, McTominay, Anguissa, Rrahmani e De Bruyne dolorosamente ko. Il top player belga è fuori gioco dal 25 ottobre e ha preferito curarsi a casa sua, ad Anversa. Soltanto domenica è rientrato in città e ha rassicurato i tifosi incontrati all'aeroporto. "Ora sto bene, ci vediamo presto". Da stamattina a Castel Volturno sono subito scattate le grandi manovre per rimetterlo a disposizione di Conte, presumibilmente tra un mese. Ma KDB avrà comunque bisogno di più tempo per tornare davvero in forma e la lunghezza del rodaggio di Lukaku (che fatica a riprendersi del tutto dopo aver subito in infortunio molto simile) è un segnale poco incoraggiante pure per il suo connazionale, avanti con gli anni.
Conte spera nel recupero di McTominay
Il Napoli lo sa e per questo Conte non si aspetta molto dal recupero dei suoi lungodegenti. "Chiedete al medico", ha detto infatti il tecnico leccese in maniera lapidaria a proposito dell'ennesimo ko di McTominay, che è alle prese con una infiammazione tendinea e ha saltato a sua volta le tre ultime gare, con Como, Roma e Atalanta. Rivederlo sabato nella trasferta di Verona è una speranza, non una certezza. Ma all'emergenza si sono aggiunti a Bergamo gli errori di Chiffi (e del Var) e adesso gli azzurri temono di trovarsi fra l'incudine degli infortuni e il martello dei torti arbitrali. Si spiega così la scelta di De Laurentiis di uscire allo scoperto, bussando con forza alle porte del Palazzo. La corsa per la Champions - cruciale per la solidità economica del suo club - si sta facendo tutta in salita.
