Torino – “Bianconero? Assolutamente no”. La comunicazione inviata dal Torino Fc ha scatenato feroci polemiche alla vigilia del derby della Mole. Nel messaggio inviato ai propri tifosi, la società di Urbano Cairo ha annunciato che non sarà consentito l’accesso a chi indossa maglie, sciarpe o altri simboli della squadra ospite nei settori Curva Primavera e Distinti, quelli più promiscui a livello di tifoseria. Una presa di posizione che ha provocato la reazione della Juventus, che ha espresso “forte perplessità” per la decisione, pur "comprendendo e condividendo la priorità assoluta della sicurezza all’interno degli impianti sportivi”.
La sicurezza in uno stadio tutto esaurito
La società granata ha preso questa decisione per questioni di ordine pubblico, specialmente in una partita che farà registrare il tutto esaurito con 26.000 tifosi al Grande Torino. Inevitabile che ci sia promiscuità tra tifosi: uno juventino ha la possibilità di acquistare un biglietto nei distinti e in curva Primavera. Restano tanti interrogativi, ma anche una presa di coscienza: entrare in un impianto, per quanto in una partita sentita e con forti rivalità come il derby della Mole, esponendo i propri simboli e i propri colori dovrebbe essere diritto di tutti i cittadini di paesi civili. Il Torino parla di buonsenso, ed è difficile dargli torto senza sembrare rassegnati.
La posizione della Juventus
Dopo aver sottolineato l’arbitrarietà della decisione, non “supportata da indicazioni ricevute dal Club da parte delle autorità competenti”, la Juventus ha sottolineato nel suo comunicato l’auspicio di un equilibrio tra la l’ordine pubblico e i diritti dei tifosi: “Il calcio, e in particolare una partita dal forte valore simbolico e territoriale come il derby, deve rappresentare un momento di confronto sportivo aperto, nel quale ogni tifoso possa vivere la propria passione nel rispetto delle regole e degli altri. Juventus confida pertanto che, anche attraverso il dialogo istituzionale con le autorità preposte, si possa garantire un equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e diritto dei tifosi a partecipare all’evento sportivo in modo libero e responsabile". Responsabile: un aggettivo che apre innumerevoli interpretazioni.
