Firenze - Riccardo Calafiori tranquillizza i tifosi sulle sue condizioni fisiche in vista dei play-off: “Sto bene. Vedremo l’allenamento, ma sto bene”. La ricetta per l’approccio alla partita con l’Irlanda del Nord è la stessa di Gattuso: “In un momento così delicato la chiave è vivere il presente, fare gruppo e pensare giorno per giorno”. Il calcio italiano fuori dalla Champions e le preoccupazioni sul gioco dell’Irlanda del nord non sono in cima ai pensieri: “Preferisco concentrarmi sulla mia squadra, non è il momento di pensare troppo agli avversari, dipende più da noi che da loro. La Champions è complicata per tutti, il calcio non è una scienza esatta. La partita va preparata senza ansie, dobbiamo stare il più leggeri possibile”.

L’importanza delle palle inattive

I calci piazzati, però, restano una situazione di gioco che necessita attenzione: “Le palle inattive sono una fase importante. Soprattutto sui calci da fermo a sfavore dobbiamo stare attenti, loro possono essere pericolosi. I dettagli sono importanti. I lanci e le palle lunghe? Cercano molto questo tipo di giocata: l’unica maniera di opporsi è evitare il più possibile il lancione, essere particolarmente concentrati”.

Bergamo e il ricordo della gara con l’Estonia

La fragilità difensiva, emersa da qualche anno, secondo Calafiori non è un problema di interpreti, né di reparto: “Non credo che sia questo il problema, quando si commette un errore non è solo di un reparto. Ma credo ci che sia poco da pensare al passato”. Lo stadio di Bergamo potrà essere un fattore fondamentale: “Mi piace ricordare la partita con l’Estonia: sono rimaste buone sensazioni, mi piace pensare che lo stadio ci possa aiutare come quella volta, credo che giovedì sarà anche meglio”. Tatticamente l’intraprendenza sarà obbligatoria: “La costruzione è essenziale. Spero che sarà quel tipo di partita, con noi dominanti e con tante occasioni da gol. Il messaggio che vogliamo mandare è di essere uniti. Contano unione e mentalità, ci faranno andare avanti”.

In questi mesi ho sentito più Gattuso che mia madre

Il vecchio discorso dell’intensità inferiore della serie A, vista dalla prospettiva della Premier League e dell’Arsenal capolista, resta attuale: “La differenza più grande è lì, sia in allenamento sia soprattutto in partita, che poi è il vero allenamento: ci sono meno momenti morti, si riparte subito quando il gioco si ferma”. Le cene, gli incontri e i colloqui col ct sono stati assai graditi dal gruppo: “Ho apprezzato molto il suo comportamento, in questi mesi ho sentito più lui che mia madre: mi è stato vicino anche in un momento in cui giocavo di meno. C’è poco da allenare, senza stage, e tanto da stare insieme”. La cena di Londra a febbraio, con i giocatori della Premier, viene raccontata così: “Una serata da amici, abbiamo parlato di calcio, con qualche aneddoto raccontato anche da Buffon e Bonucci”. Il registro della serenità è quello da usare: “Non vogliano complicarci la vita, la partita è già complicata di per sé. Pensare positivo mi ha sempre aiutato. Ovviamente la pressione c’è, non si può evitare: sappiamo tutti quanto siano importanti questi play-off, per quello che si può non ci si pensa. Io sono contento di fare questa partita, via via che si avvicina: non vedo l’ora. Può andare male? Io la vedo nell’altro senso. Può essere una settimana in cui possiamo essere tanto felici. Non sto pensando ad altro se non ad andare in America a giocare il Mondiale. Milioni di persone ci guarderanno e tiferanno per te. Preferisco assolutamente giocare queste partite, lo sognavo fin da piccolo”.