Il primo ostacolo è stato superato. Una raccolta fondi di 48 ore ha permesso alla Juve Stabia di presentarsi in regola con i conti alla scadenza di ieri dopo la retromarcia degli investitori americani. Pagati stipendi e contributi arretrati di gennaio e febbraio 2026, è stato scongiurato il pericolo di incassare la penalizzazione di due punti entro le scadenze federali fissate per il 16 aprile 2026. Sono stati gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Torre Annunziata per interrompere i legami della società sportiva con imprese vicine al clan D'Alessandro a fare prima un appello agli imprenditori di Castellammare di Stabia martedì e poi ieri a comunicare che un primo obiettivo è stato raggiunto. "Tale risultato è stato conseguito grazie alla rigorosa azione di coordinamento e gestione posta in essere dagli amministratori giudiziari, Salvatore Scarpa e Mario Ferrara", dice una nota del club alla vigilia dei play off in serie B.

"Il raggiungimento di questo importante obiettivo è stato possibile anche grazie alla preziosa sinergia instauratasi con i partner commerciali, gli sponsor e l’intera base dei tifosi, il cui sostegno costante ha rappresentato una risorsa fondamentale in questa delicata fase di transizione. La società esprime un sentito ringraziamento a tutte le componenti che hanno contribuito a questo traguardo, confermando l’impegno costante dell’amministrazione verso la tutela e la salvaguardia del patrimonio sportivo", dicono gli amministratori. Resta il nodo del futuro. La società Solmate-Brera, che oggi detiene le quote della squadra, ha comunicato di non volere più rispettare gli impegni finanziari assunti. "Un comportamento non lineare per una società quotata in borsa, su cui tocca a altri approfondire", hanno sottolineato martedì Scarpa e Ferrara. Denunciando: "Hanno abbandonato la squadra dopo avere preso in giro tutti". Ora si apre una nuova fase in vista dei prossimi mesi e dell'iscrizione al campionato del prossimo anno, guardando anche a quanto accadrà durante i play off. Una fase che richiede la ricerca di nuovi investitori, dice il sindaco Luigi Vicinanza in una nota congiunta con gli amministratori giudiziari: "La Juve Stabia è patrimonio della città intera. Un bene identitario che va ben oltre il popolare mondo del calcio. Le difficoltà economico-finanziarie emerse negli ultimi tempi hanno creato grande apprensione nell’opinione pubblica. Il socio unico americano ha dunque un’enorme responsabilità: se dovesse decidere – come sembra – di cedere la società, è opportuno che informi preventivamente gli amministratori giudiziari e il sindaco. Ogni eventuale acquirente deve garantire, già prima di instaurare una trattativa, solidità economica, trasparenza societaria, aderenza ai principi di legalità". Gli amministratori hanno già chiarito: "Vigileremo che non finisca in mano a faccendieri e bancarottieri". Ieri con il sindaco ripetono: "La Juve Stabia non è un’azienda qualsiasi, ma una bandiera di una comunità orgogliosa dei risultati sportivi fin qui raggiunti”. Un monito che il sindaco Vicinanza, e gli amministratori giudiziari della Juve Stabia, Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, rivolgono al socio americano Solmate in merito alle possibili ipotesi di cessione delle quote della società sportiva.