APPIANO GENTILE – L’Inter si prepara a ricevere la Roma a San Siro, nel match di Pasqua. Poi attenderà il risultato della gara di lunedì fra Napoli e Milan, inseguitrici nella corsa scudetto. Alla sfida più importante di questo finale di stagione, Cristian Chivu arriva con una squadra per metà reduce dalla sconfitta dell’Italia contro la Bosnia: da Dimarco a Esposito, che ha sbagliato il primo rigore, da Barella a Bastoni, che facendosi espellere ha indirizzato la partita. E proprio del difensore ha parlato Chivu nella conferenza stampa di presentazione della partita contro i giallorossi di Gasperini. Chivu difende Bastoni L’allenatore nerazzurro ha voluto difendere pubblicamente il suo difensore, sottolineandone soprattutto l’atteggiamento e la disponibilità nonostante le condizioni fisiche difficili: “Bastoni l’ho salutato con le stampelle e l’ho visto poi tre giorni dopo in campo con la nazionale. Di riconoscenza nel campo ce n’è poca. Si tende a puntare il dito. Ma i miei giocatori, nonostante le difficoltà, la faccia la mettono”.
Il futuro di Bastoni
Sul difensore nerazzurro, Chivu ha poi allargato il discorso anche alla condizione: “Sono convinto che Bastoni sia dispiaciuto. Ma in un momento di difficoltà fisica ha dato la disponibilità. E per me come uomo vale tanto. Dopo dieci giorni di stampelle, esserci è importante. I suoi compagni sanno che, nonostante le condizioni non ottimali, ci ha messo la faccia”. E sul futuro del difensore, corteggiato dal Barcellona, ha detto: “Non so cosa farà in futuro Bastoni, se starà all’Inter due mesi o due anni. E non so nemmeno se ci sarò io, perché questa è la condizione di noi allenatori. Su Alessandro so che, qualsiasi cosa farà, il calcio mondiale si godrà ancora un grande giocatore”.
La sosta e il lavoro ad Appiano
Poi l’allenatore ha parlato della sosta per le nazionali e del lavoro svolto ad Appiano con i giocatori rimasti: “La partita arriva dopo la sosta. Chi è rimasto qui ha avuto modo di riposare, poi abbiamo fatto bei carichi di lavoro. Fra chi è andato in nazionale, purtroppo qualcuno è tornato senza avere raggiunto il suo obiettivo. Ora ci aspetta un finale di stagione impegnativo”.
La testa dei nazionali italiani
Chivu ha voluto soffermarsi anche sull’aspetto mentale dei giocatori rientrati dalla nazionale dopo la sconfitta contro la Bosnia: “Ho a che fare con grandi campioni, dal punto di vista umano, soprattutto. Me lo hanno dimostrato. In questo sport ogni tanto si casca, ma quel che conta è il carattere, per la società, i compagni e i tifosi. Sono uomini che hanno valori e qualità. Hanno imparato dagli errori del passato”. Esposito e il rigore sbagliato Fra i temi inevitabili anche il rigore sbagliato da Esposito con l’Italia. Chivu ha difeso il suo attaccante, apprezzandone il coraggio: “Gli ho chiesto se si è preso la responsabilità. E lui mi ha detto sì. Di rigori ne sbaglierà tanti. Ma quello che conta, per il calcio italiano, è che ci abbia messo la faccia”.
Risultati, critiche e corsa scudetto
L’allenatore ha poi respinto le critiche legate agli ultimi risultati, rivendicando il percorso della squadra in campionato. “I risultati fanno parte di una maratona. In diciotto gare ne abbiamo vinte quattordici, pareggiate tre e persa una. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l’Inter. Siamo primi in classifica. Siamo riusciti a mantenere le aspettative”. “Dopo la Juve si è creata una gogna mediatica, fino a quando si tratta dell'Inter diventa così. Poi quando ci sono episodi a sfavore dell'Inter non si dice mai nulla. Noi accettiamo tutti i pensieri, storicamente chi è primo in classifica è più odiato. Rappresentiamo tifosi meravigliosi e i giocatori cercano di dare qualcosa di importante, la colpa non è dei giocatori dell'Inter. Un orgoglio per noi avere i giocatori che rappresentano l'Italia, poi le partite si possono perdere e vincere, si cerca di dare sempre il meglio".
Arbitri e polemiche
Sulle polemiche arbitrali, invece, Chivu ha preferito non entrare nel merito. “Le mie energie le utilizzo per pensare alla miglior formazione. Io ho sempre tanti dubbi, quindi pensate se penso anche agli arbitri. Questo non mi compete, io devo pensare alla miglior formazione e basta”.
Tutti indispensabili, da Lautaro a Thuram
Infine, l’allenatore ha parlato dei singoli e dell’importanza della rosa in questo finale di stagione. “Ogni giocatore per noi è indispensabile: lo è Lautaro come lo sono Luis Henrique e Andy Diouf”. “Marcus Thuram è un calciatore importante e di spessore, lo ha dimostrato anche con la Francia contro la Colombia. Sappiamo come e quanto lavora, per aiutare la squadra, con e senza palla. Lo vedo preoccupato per essere sempre concentrato e per farsi trovare pronto”.
La Roma e la partita di Pasqua
Infine, uno sguardo alla sfida contro la Roma, considerata da Chivu la partita più importante proprio perché è la prossima: “Questa per noi è la partita più importante, perché è la prossima. Non è mai semplice affrontare le squadre di Gasperini. Sarà una partita complicata”.
