Napoli – Dalla Juve alla Nazionale. La primavera per gli allenatori è la stagione delle sirene ed è stato proprio Antonio Conte a sottolineare le analogie con l’anno scorso. «Si disse per tre mesi che sarei tornato a Torino, di questi tempi. Ma erano esigenze mediatiche...». Stavolta però è l’Italia che potrebbe chiamare e l’affare rischia dunque di ingrossarsi molto, anche perché – ed è il remake della vicenda numero due – sul futuro della panchina del Napoli aleggia come al solito l’incertezza, alimentata proprio dai diretti interessati. «C’è bisogno di un ct ed è giusto che il mio nome sia in lista. Se fossi il presidente della Federazione mi prenderei in considerazione. Ci sono già stato e conosco l’ambiente. Rappresentare il proprio Paese è bello, mi lusinga», aveva detto infatti il tecnico leccese un attimo dopo essersi ripreso il secondo posto battendo il Milan al Maradona.

Conte e la Nazionale, De Laurentiis non fa scenate

Aurelio De Laurentiis era invece a Los Angeles e non s’è incupito: niente scenate di gelosia, a differenza di quanto accadde quando il tragitto tra Castel Volturno e Coverciano lo fece Luciano Spalletti. Era l’estate 2023 e il presidente minacciò persino una causa di risarcimento (poi rientrata), contro il suo ex allenatore e la Figc. Nulla a che vedere col messaggio distensivo con cui il numero uno azzurro ha liquidato la vicenda dalla California, con una diplomazia per lui insolita. «Se Conte mi chiedesse di andare in Nazionale? Non sarei io a fermarlo. Lui però è molto intelligente, fintanto che non esiste un interlocutore serio – che al momento manca – sono sicuro che desisterebbe. Con Antonio ho un grande rapporto, vorrà garanzie, mentre per il momento la Federazione è ferma. Non ce lo vedo a capo di qualcosa di poco organizzato. Cambierebbe con Giovanni Malagò? Lui è perfetto per fare il commissario prima e poi il presidente di una nuova Figc. La serie A finanzia il calcio con 130 milioni all’anno e non può essere più una Cenerentola».

Presidente e tecnico, regna l’armonia

Malagò al vertice della Federcalcio e Conte sulla panchina della Nazionale, allora? De Laurentiis sponsorizza l’ipotesi numero uno e ha lasciato intendere – formalmente – che non si opporrebbe a quella numero due. Ma l’esperienza di un anno fa suggerisce prudenza. Aurelio e Antonio di questi tempi non si parlavano nemmeno: colpa della cessione di Kvaratskhelia a gennaio. Poi gli azzurri vinsero il campionato e bastarono due incontri (a Ischia e Roma) per riportare l’armonia. Ora la situazione sembra addirittura più fluida, perché il bilancio stagionale dei campioni in carica è già positivo: con la Supercoppa Italiana in bacheca e il tricolore difeso fino alla fine. «Ci resta solo una piccola speranza di recuperare i 7 punti all’Inter, chissà come sarebbe andata senza i troppi infortuni. Per il quinto scudetto abbiamo comunque la possibilità dell’anno prossimo», pensa positivo ADL, dando l’impressione di alludere alla scadenza temporale del contratto del tecnico, che è blindato fino al 30 giugno del 2027.

Conte e De Laurentiis, i temi sul tavolo a fine stagione

La storia di Conte parla chiaro: arriva primo o secondo. Per questo il Napoli non intende privarsene in anticipo. Ma De Laurentiis sa anche quanto l’amico Antonio sia esigente e non vuole arrivare impreparato all’incontro di fine stagione, in cui il tecnico leccese (forte pure dell’opzione Nazionale) metterà sul tavolo le sue carte. «Io e il presidente dovremo capire cosa ha funzionato e dove si può migliorare». In ballo ci sono mercato, centro sportivo e organizzazione interna, lente di ingrandimento sugli infortuni. L’accordo tra le parti dovrà essere però trovato in primis sull’ipotesi di un rinnovo fino al 2028, perché avrebbe poco senso portare avanti un ciclo che ha già la data di scadenza, tra l’altro nell’anno del centenario del club azzurro. Per questo l’apertura di entrambi all’ipotesi Italia potrebbe rivelarsi strumentale. È una partita a scacchi e i tempi della Figc – nuovo presidente il 22 giugno – rischiano di essere lunghi. Tra De Laurentiis e Conte le somme si tireranno molto prima.