Sulle tribune del Roland Garros in questi giorni sventolano più ventagli che in tutta l’Andalusia. Ieri, per tutte le 3 ore e mezza del match tra Sinner e Cerendulo, cominciato a mezzogiorno, è stata una sofferenza fisica anche per gli spettatori, disperatamente alla ricerca di un refolo d’aria fresca. Da domenica, il termometro a Parigi non è mai sceso sotto i 30°. In una occasione ha raggiunto i 36°. Circa 10 gradi in più della media in questo periodo dell’anno.
Malori in serie al Roland Garros
Aggiungete l’umidità, una totale assenza di vento, il sole che batte a picco sui campi (solo due, Philippe Chatrier e Suzanne Lenglen, sono dotati di eventuale copertura). Su un altro campo, Jakub Mensik è collassato al termine dell’infinito incontro con Navone, vittima di crampi e disidratazione. Diallo si è ritirato, anche Ruud ha accusato sintomi come vomito e giramenti di testa. Una raccattapalle è quasi svenuta e il gioco è stato interrotto per soccorrerla. Addirittura non riusciva più ad alzarsi da terra, ma lo spettacolo — un programma fittissimo, dalle 11 del mattino fino a mezzanotte — deve continuare: i tennisti hanno appena battuto i piedi per chiedere più soldi agli organizzatori degli Slam, figuriamoci se ora si mettono a mugugnare per i turni. Invece dovrebbero, così come calciatori e pubblico che riempirà gli stadi americani a giugno e luglio per i mondiali: secondo un recente studio scientifico, almeno 30 partite saranno a rischio da stress termico.
Lo stress da caldo
Gli organizzatori degli Slam osservano una heat policy che fa riferimento alla Wbgt, acronimo che sta per Wet Bulb Globe Temperature: è un indice che denuncia lo stress da caldo, mettendo insieme diversi fattori come la temperatura, l’umidità, le radiazioni solari. In caso di superamento di determinati valori, le partite vengono sospese più o meno a lungo e i giocatori hanno la possibilità di farsi una doccia, cambiare i vestiti e riposarsi. Il problema è come l’indice viene applicato: a Melbourne, ad esempio, con la heat stress scale e i suoi colori di intensità (col nero, si ferma tutto) sono rigidissimi. L’incontro di Sinner con Spizzirri, nel gennaio scorso, venne fermato — e i due fecero rientro negli spogliatoi per diversi minuti — perché si erano superati i limiti della scala Wbgt (32,2°). A Parigi, al contrario, decidono di volta in volta gli organizzatori e il Wbgt diventa un’indicazione di massima. Stesso rischio ai Mondiali di calcio Secondo il World Weather Attribution, rete internazionale di scienziati che studia il ruolo del cambiamento climatico negli eventi estremi, giocatori e tifosi dei prossimi mondiali di calcio — in programma nel pieno dell’estate nordamericana — saranno esposti a un importante rischio di stress termico. Gli scienziati hanno analizzato le 104 partite del torneo, tenendo conto degli orari di gioco, indicando quante potrebbero svolgersi oltre le soglie di sicurezza indicate dal sindacato mondiale dei calciatori. Circa un quarto delle gare rischia di essere al limite, almeno cinque raggiungerebbero un livello che il sindacato considera «non sicuro» e per il quale raccomanda il rinvio.
