NAPOLI – Conte si è candidato al seggio vacante di ct della Nazionale, De Laurentiis non ha chiuso la porta. Il botta e risposta tra allenatore e presidente del Napoli corre sulla linea che collega il Maradona a Los Angeles, nel giorno della prima americana di Ag4ain, il documentario sul quarto scudetto degli azzurri, a poche ore dal successo degli azzurri sul Milan: “Se Antonio mi chiedesse di andare in Nazionale, penso direi di sì – le sue parole raccolte da CalcioNapoli24.it – Ma, poiché è molto intelligente, fintantoché non esiste un interlocutore serio, e fino ad adesso non ce ne sono stati, credo che lui desisterebbe nell'immaginarsi a capo di una cosa completamente disorganizzata". Insomma, se ne può parlare.
L’auto-candidatura di Conte
Il terzo tempo di Napoli-Milan era iniziato nella pancia del Maradona. La partita era finita da almeno un’ora, Conte era ancora nella sala stampa del Maradona. Non è uno da risposte banali, lapidarie: gli piace argomentare, soprattutto in presenza di temi che lo toccano in prima persona. Così, quando gli hanno chiesto delle voci che lo vorrebbero nuovo ct della Nazionale, Antonio ha fatto una sorta di auto-candidatura: “È giusto che il mio nome faccia parte della lista dei papabili. Se fossi il presidente della federazione mi prenderei in considerazione, insieme ad altri: per tanti motivi Conte lo metterei”. Diretto come un treno. E ancora: “Ci sono già stato in Nazionale e conosco l’ambiente. Ho fatto il ct per due anni. Sono lusingato, ma in questo momento sono concentrato sul presente, ho il contratto col Napoli per un altro anno e incontrerò il presidente De Laurentiis a fine stagione".
La risposta di De Laurentiis
Lui, Aurelio, da Los Angeles ha ascoltato e ha replicato: “Con Conte siamo grandi amici. È un uomo molto intelligente e una persona speciale. Penso voglia essere garantito dalla federazione, e oggi lì non c’è nessuno. Stanno aspettando giugno, siamo ad aprile e stanno aspettando giugno per decidere chi mettere a capo della Figc. Questo è il calcio italiano. Loro non pensano da industria, pensano solo a proteggere le persone dentro la federazione, il loro potere. Dovrebbero domandarsi dove stiamo sbagliando, come possiamo correggere i nostri errori? Non so cosa accadrà – ha detto a Fox Sport – Se Conte vorrà andare, siamo troppo amici perché gli dica: “No, non puoi farlo”. Ma penso sia intelligente, prima di accettare vorrà essere sicuro che lo supportino in tutto quello di cui ha bisogno lui e il calcio italiano. Una cosa che oggi la federazione non può garantirgli”.
De Laurentiis: “Troppi galli a cantare nel calcio”
De Laurentiis ha confermato il suo sostegno a Malagò nella corsa alla poltrona della Figc ("È la persona perfetta per fare il commissario prima e il presidente poi di una nuova federazione”), poi ha dettato la sua ricetta per il rilancio del movimento: “Bisogna rimodulare tutto quanto, azzerare il sistema e dare alla serie A la maggioranza assoluta, altrimenti potrebbe anche capitare che la serie A crei autonomamente la sua lega e la sua federazione. Tutto è possibile. Ci sono troppi galli a cantare nel calcio, bisogna mettersi d'accordo con la Uefa, con la Fifa, poi con la politica italiana che però è molto lontana dal calcio. Tutti vogliono partecipare, chiedono biglietti, fanno il tifo ma di positività e di cambiamento non apportano mai nulla. Questo è grave".
Conte può davvero tornare ct della Nazionale?
Ma Conte può davvero tornare ct della Nazionale? Lui non ha mai negato a chi gli è vicino quanto le lusinghe federali gli facciano piacere. Sì, si riprenderebbe il posto che fu suo nel biennio 2014-16 da selezionatore. Quella volta portò l’Italia ai quarti dell’Europeo francese, perdendo solo ai rigori contro la Germania (dopo aver battuto la Spagna). E sì, le condizioni della Nazionale sono ideali per il lavoro classico di Antonio: lui arriva spesso nei luoghi dove un uragano ha spazzato via tutto e c’è da ricostruire. Compito che di solito esegue alla perfezione (vedasi quanto fatto al Napoli, portato in una stagione dal decimo al primo posto).
Però ha un contratto con il Napoli fino al 2027, anche se ha spesso ribadito che per lui contano progetto e ambizione di un club. A fine campionato parlerà con De Laurentiis, lì deciderà cosa fare. Anche lo scorso anno sembrava pronto a lasciare (“Dicevano tutti che sarei andato alla Juventus”), poi è stato convinto a restare. Stavolta? “Quello che mi dispiace è che se avessimo raggiunto la qualificazione, si sarebbe parlato di grande impresa della Nazionale. Ci sarebbero stati toni trionfalistici per tutti, troviamo una via di mezzo. Dopo tre esclusioni di fila dai Mondiali bisogna fare qualcosa di vero. Quando sono stato ct, ho trovato poco aiuto”.
Gli altri nomi per il ruolo da ct della Nazionale
Il suo nome resta in alto nella lista dei papabili. Accanto a lui Roberto Mancini, che tornerebbe volentieri dall’esilio dorato in Qatar, e Massimiliano Allegri, pur legato al Milan da un contratto fino al 2028 (in caso di qualificazione alla prossima Champions). Leggermente staccato Simone Inzaghi, oggi all’Al-Hilal. Conte è quello che si è esposto di più pubblicamente. Anche una strategia mediatica, un modo per rendersi ancora più prezioso agli occhi di De Laurentiis. Anche questa volta l’incontro di fine stagione sarà decisivo.
