Napoli, la ricetta di De Laurentiis per rilanciare il calcio italiano: "Malagò è l'uomo giusto, con lui in due anni si può risalire la china. E poi serve la serie A a 16 squadre per dare tempo alla nazionale di allenarsi" Resettare subito e ripartire. E’ la ricetta di Aurelio De Laurentiis dopo il terzo fallimento consecutivo dell’Italia che non disputerà i Mondiali. Il presidente del Napoli – che è in partenza per Los Angeles – ha le idee molto chiare. Serve una figura nuova al comando della Figc, ovvero Giovanni Malagò, reduce dalla presidenza del Coni e dall’organizzazione dell’Olimpiade invernale di Milano-Cortina: “Non c’è bisogno che parli bene di Malagò – ha spiegato il numero uno del Napoli in un’intervista a radio Crc – è un amico da sempre. Il calcio ha 28 milioni di tifosi, a volte lo dimentica pure la politica, quindi è importante avere un uomo al comando importante. Uno come Malagò è abituato a fare sempre il meglio, lo ha già dimostrato nel mondo dello sport e lo abbiamo visto pure a Milano-Cortina. Noi abbiamo saltato, invece, gli ultimi tre Mondiali. Non so se a Malagò interessi la situazione. Lui è una persona umile e non ha bisogno di arrivare. Può dare, anziché prendere. Fa parte della sua cultura. Se prendesse in mano il calcio italiano, saremmo in grado di risalire subito al china. Se si ripartisse con Malagò, nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente a livello calcistico”. L’altra idea di De Laurentiis è la riduzione del numero delle squadre in serie A: “Abbiamo sempre detto che si gioca troppo. Tutto ciò distrugge i nostri calciatori. Se torniamo al 1986, avevamo 16 squadre in serie A. Noi continuiamo ad averne 20 e diamo importanza a tutte le categorie diverse rispetto alla serie A che dovremmo considerare una serie extra. Se ritornassimo alle 16 squadre e se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremmo i nostri calciatori e avremmo tutto il tempo per poter dare alla nazionale un periodo importante per allenarsi. Non possiamo più giocare a 20 squadre, dobbiamo dare almeno due mesi all’Italia per prepararsi come si deve. Dobbiamo ripartire da zero. Ovviamente dobbiamo fare anche delle riflessioni: il nostro tatticismo esasperato è propedeutico al successo contro le altre nazioni. Retegui non gioca da un mese e mezzo per la guerra in Arabia, era giusto chiamarlo? Poi io mi sono stancato di dover mettere a disposizione i miei calciatori così. La Fifa deve rimborsare una parte consistente di quello che noi investiamo e fare un’assicurazione totale in caso di un infortunio per coprire l’eventuale assenza”. De Laurentiis sarà protagonista di un’iniziativa particolare ad Hollywood: “Faremo vedere in un teatro il film del quarto scudetto del Napoli. Sarà una grande serata e un divertimento per tutti gli italiani presenti ma anche per gli americani”.
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De Laurentiis: “Malagò l’uomo giusto per la risalita del calcio italiano. Poi Serie A a 16 squadre”
Pasquale Tina·

La ricetta del presidente del Napoli dopo lo shock della nazionale fuori dal Mondiale per la terza edizione consecutiva. “Gli azzurri devono avere il tempo di allenarsi”
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