Paolo Di Canio, ex attaccante in A e Premier League, oggi volto di Sky Sport, non riesce a smettere di guardare Psg-Bayern Monaco 5-4. «Mi ha esaltato. La metto fra le partite più belle di sempre. Dopo venti ore, la sto riguardando in treno». Cosa l’ha stupita di più? «Come si è arrivati a segnare quei gol: le corse palla al piede di quaranta metri, le scelte fatte e poi cambiate a duecento all’ora, il controllo totale. Puro cinema». Che film le ricorda? «Godzilla contro King Kong. Creature forti e agili, che se le danno senza calcoli, con colpi di scena continui. Il Bayern sul 5-2 sembrava finito, poi si è ripreso. Meritava il pareggio». Da ex attaccante, chi è il suo man of the match? «Tutti. Dembélé sbaglia di piatto, poi segna. Kane ha cinque o sei occhi, vede tutto. Kvara lascia i solchi sul campo. Olise, sembra che danzi, poi ti stende. Che bravi». Meno bravi i difensori? «Ma che dovevano fare? È un ragionamento anni Settanta. Noi italiani pensiamo di essere i maghi della difesa, poi il Bayern fa 10 gol in due partite all’Atalanta , il Psg ne rifila cinque all’Inter. Siamo solo invidiosi». Giocatori così non ce li possiamo permettere? «Se sono tecnici, forti e veloci, costano troppo. E finiscono in Premier League, che racconto nel mio Premier Special, che tornerà su Sky venerdì 8 maggio. Poi ci sono i giganti nazionali, come Psg e Bayern, che ha speso 100 milioni per Kane trentenne. Da noi c’è chi si esalta per Lukaku e Leao, con tutto il rispetto. E aspettiamo Lewandowski, a 38 anni». Con Modric ha funzionato. «Prima di lui c’erano stati Ribéry e Ronaldo. Mi ricorda quando i calciatori di Serie C, dopo il ritiro, venivano a giocare al Bar Corallo, al Quarticciolo, il mio quartiere a Roma. Li vedevamo e dicevamo: “Ammazza che forte, oh!”. Ma è l’inizio della fine. Negli anni Novanta i Palloni d’Oro si vincevano giocando in Serie A. Siamo scivolati fuori dal grande calcio». L’Inter è arrivata a due finali di Champions in tre anni. «Nel 2023 ha pescato bene: le portoghesi, poi il Milan. Nel 2025 è stata brava contro squadre più forti. E l resto della Serie A è un gradino sotto».