Milano – Cristian Chivu non ama i confronti fra calciatori. Tanto più quando il termine di paragone è il suo ex compagno Francesco Totti, «un giocatore unico». Ma vedendo il gol di Dimarco che ha steso il Genoa, avvicinando ancor più l’Inter allo scudetto, è impossibile non pensare a quello leggendario del capitano della Roma alla Sampdoria nel 2006. Una rete a cui Chivu ha assistito dal campo, in maglia giallorossa. La difficoltà tecnica non è la stessa, e nemmeno l’eleganza dell’esecuzione. Eppure lo ricorda, in sedicesimi: assist pennellato – allora era di Cassetti, questa volta di Mkhitaryan – e collo esterno sinistro al volo da posizione defilata.
Al derby contro il Milan con un vantaggio enorme
Un gesto sontuoso, per una rete dal peso specifico enorme, per i nerazzurri e per l’intera stagione di Serie A: grazie alla prodezza del numero 32 – che aggiorna il contatore a 6 gol e 15 assist in campionato - l’Inter si è assicurata di arrivare al derby di domenica prossima con almeno dieci punti di vantaggio sul Milan. Saranno tredici almeno fino a oggi, quando i rossoneri scenderanno in campo a Cremona. Con una vittoria contro la squadra di Allegri, quella di Chivu lancerebbe la fuga definitiva, alla maniera della regina dello short track Arianna Fontana, tifosa interista, omaggiata prima della partita con una maglia numero 14, tante quante sono le medaglie vinte in carriera. Archiviato il Bodø Con quella rete contro le leggi della fisica, Dimarco ha tolto se stesso e i compagni da una posizione scomoda: tornavano a San Siro per la prima volta dopo la sconfitta contro il Bodø nel ritorno del play-off di Champions League, senza Lautaro e con Dumfries ancora in cerca della forma, ed era chiamata a dimostrare di non avere perso tocco. Prova riuscita: alla rete di Dimarco nel primo tempo è seguita quella su rigore di Calhanoglu nella ripresa. E con il 2-0 sul Genoa si aggiorna il bilancio di una squadra che in campionato dal derby d’andata ha vinto sempre, tranne contro il Napoli. Della difficoltà della sfida erano consapevoli i tifosi della curva nord, che prima del via hanno esposto lo striscione «Siamo sempre con voi» e non hanno mai smesso di cantare. Conto alla rovescia verso lo Scudetto L’avvio, con un Genoa organizzato, ha fatto pensare a una serata complicata. Ma presto l’Inter ha preso il controllo, andando vicina al gol due volte con Bonny, ben contrastato da Bijlow, e poi con Mkhitaryan, che ha preso una traversa. Dopo mezz’ora, il vantaggio. Nella ripresa Chivu ha richiamato Mkhitaryan e Thuram, poco ispirato, sostituendoli con Pio Esposito e Calhanoglu, che nell’ultimo mese aveva giocato solo contro la Juve. E che, dopo undici minuti, ha segnato su rigore, concesso per un mani plateale di Amorim, schierato da De Rossi al posto di Malinovskyi. Il Genoa ha timidamente provato a farsi pericoloso, con uno stacco di testa di Ellertsson. Poi è stato un intervento rischioso di Akanji a impegnare Sommer. Per l’Inter, che ha salutato in malo modo l’Europa, resta intatta la possibilità di vincere i due trofei nazionali. Martedì a Como giocherà l’andata della semifinale di Coppa Italia, che dall’altra parte del tabellone vede ancora in corsa Lazio e Atalanta. Poi, con il derby, comincerà la conta dei punti che la separano dal ventunesimo scudetto. Superata la sfida con il Milan, mancheranno dieci partite. Poche in generale. Pochissime, se l’Inter dovesse mantenere questo passo. Meglio, a questo punto della stagione, i nerazzurri avevano fatto solo nel 2006/2007 e due stagioni fa, quella della seconda stella. Inter (3-5-2) Sommer 6 – Akanji 6, De Vrij 6.5 (22’ st Bisseck 6), Augusto 6 – Henrique 6.5, Barella 6, Zielinski 6 (32’ st Frattesi 6), Mkhitaryan 7 (14’ st Calhanoglu 7), Dimarco 7.5 – Thuram 5.5 (14’ st Esposito 6), Bonny 6.5 (32’ st Diouf 6). All. Chivu 7 Genoa (3-4-1-2) Bijlow 7 – Marcandalli 5, Ostigard 6, Vasquez 6 – Ellertsson 5, Frendrup 5.5, Malinovskyi 5 (1’ st Amorim 5), Martín 5.5 (40’ st Sabelli sv) – Baldanzi 6 (22’ st Messias 6) – Vitinha 5.5 (15’ st Ekuban 6), Colombo 6 (22’ st Ekhator 6). All. De Rossi 5.5. Arbitro: Fabbri 6 Reti: Dimarco 31’ pt, Calhanoglu 25’ st rig Note Ammoniti Malinovskyi, Mkhitaryan, Calhanoglu. Espulso Mancini (collaboratore tecnico Genoa). Spettatori 72.945
