Non solo i milioni di euro dormienti – e mai ritirati – del fondo di fine carriera, ma pure i diritti d’immagine dei calciatori che finiscono nel giro di videogiochi come Fc (il vecchio Fifa), eFootball (il vecchio Pes) e Football manager, senza che i diretti interessati abbiano mai ricevuto un centesimo in cambio. Sono queste le principali rivendicazioni di Assocapp, la nuova associazione di calciatori, allenatori e preparatori capitanata da Beppe Dossena. Nel corso della conferenza di presentazione di questa nuova realtà, presso il Sina Bernini Bristol di piazza Barberini a Roma, il presidente ha ribadito la necessità di riformare il sistema calcio, invocando il commissariamento della Figc: “Solo un commissario con grandi poteri può risolvere lo stato di crisi attuali, altrimenti vedremo dal divano anche i Mondiali del 2030”.
La questione del fondo di fine carriera
Dossena rilancia la questione del “fondo di fine carriera”. Un vero e proprio Tfr, dove fluisce parte del guadagno di ogni professionista di Serie A, B e C dal 1975 a oggi. Dall’anno d’istituzione del fondo, i calciatori hanno l’obbligo di versare, insieme ai club dove lavorano, circa 8 mila euro l’anno: la stessa cifra per ogni tesserato, senza distinzioni tra le varie categorie. Ma c’è un problema: non tutti lo sanno (basti pensare agli stranieri che giocano in Italia per una sola stagione). E chi lo sa non è riuscito a riavere indietro tutto una volta terminata la carriera. “Da oggi possiamo iniziare a muoverci a livello istituzionale, mentre prima eravamo un movimento senza forma giuridica”, spiega Dossena. Il presidente, insieme al direttore generale Andrea Ferrato, propone l’istituzione di un tavolo permanente con la Figc e le leghe, che – insieme ad Aic e Aiac – gestiscono il fondo. Dossena si rivolge direttamente a Umberto Calcagno, numero uno dell’Aic: “Risponda nel merito della questione, ci faccia sapere dove sono e come vengono gestiti questi soldi”.
Nessun guadagno per i calciatori dai diritti dei videogiochi
Poi c’è il tema videogiochi. "Ea Sports Fc 26 e Football Manager – ha spiegato Ferrato – sono due dei franchise più redditizi al mondo: miliardi di euro generati ogni anno vendendo dati biometrici che vanno dal nome al volto di migliaia di calciatori reali”. Il problema? “Gli atleti non hanno mai firmato un contratto per questo e non hanno visto un centesimo”. Presente alla conferenza anche Luisa Garribba Rizzitelli, presidente di Assist, l’Associazione nazionale atlete. La tutela delle atlete è proprio fra le priorità annunciate da Assocapp: "Accogliamo con grande favore e fiducia la nascita di questa associazione”, ha dichiarato Rizzitelli, che sottolinea la necessità di garantire un salario minimo e la tutela della maternità.
